Il Lecce affonda gli artigli e batte anche L’Aquila

I giallorossi riscattano la sconfitta dell'andata con un gol di Papini che viene espulso nella prima parte di match lasciando la squadra in inferiorità numerico per 50 minuti. I tre punti fanno volare il Lecce in classifica al terzo posto.

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LECCE- Lerda che stringe il pugno e si gode una sofferta per certi versi ma meritata e cercata vittoria che permette alla sua squadra di dare seguito alla lunga rincorsa alla vetta. E’ questa la scena finale della partita tra L’Aquila e Lecce che ha permesso ai giallorossi di portare a casa tre punti importantissimi per il proseguio del campionato. La prima trasferta del 2014 nella seconda giornata del girone di ritorno sorride al Lecce che riscatta la sconfitta dell’andata espugnando il “Fattori” di L’Aquila per 1-0. Non succedeva dal 1961.

Giallorossi in campo con il collaudato 4-2-3-1. In difesa non recupera Martinez e mister Lerda conferma il tandem centrale Vinetot-Diniz che bene si era comportato con la Salernitana. Sulla destra il tecnico recupera D’Ambrosio e avanti a lui c’è Ferreira Pinto. In campo anche Miccoli.

L’inizio di gara vede in campo un sostanziale equilibrio tra le due squadre, l’Aquila gioca coperto e non offre al Lecce la possibilità di sfondare. Poche verticalizzazioni e gioco sugli esterni bloccato. Bogliacino e compagni stentano a trovare la soluzione ottimale negli ultimi 16 metri. Il primo brivido è per gli uomini di Lerda ma Perucchini è pronto a sventare. Le squadre non si superano e a tratti manca la continuità nella costruzione del gioco. La svolta arriva dalla distanza. Il bolide parte dal destro di Papini che è un’autentica rasoiata che squarcia la rete rossoblu’. E’ il vantaggio del Lecce che mette paura addosso a L’Aqulia che non trova la reazione immediata complice la pressione costante dei giallorossi. La squadra di Pagliari prova a tenere viva la gara cercando il colpo sulle ripartenze.

De Sousa e compagni alzano il baricentro e creano qualche apprensione per la difesa giallorossa che dà prova di maturità non perdendo la concentrazione. Il Lecce non perde la testa, rischia invece di farlo Del Pinto quando va a sbattere contro il palo. A 4 minuti dal termine Papini da delizia diventa croce per mister Lerda. In pochi minuti guadagna due cartellini gialli che valgono l’espulsione che lascia il Lecce in inferiorità numerica quando manca ancora un tempo da giocare.

Nel secondo tempo Lerda deve rivedere l’assetto della sua squadra. Fuori Miccoli dentro Salvi che va ad operare davanti alla difesa colmando l’assenza di Papini. Bogliacino diventa il terminale offensivo di riferimento. La squadra giallorossa non sembra risentire oltremodo nel giocare con un uomo in meno, Lopez e Doumbia da una parte e D’Ambrosio e Ferreira Pinto dall’altra, sono chiamati agli straordinari permettendo così di coprire gli spazi in campo. L’Aquila non trova la profondità e crea qualche pericolo dalla distanza. La risposta del Lecce è nei piedi di Bogliacino che fa correre un brivido freddo sulla schiena dei padroni di casa sfiorando il raddoppio. Il Lecce non deve rischiare di schiacciarsi e allora Lerda richiama Bogliacino per dare spazio a Beretta, a lui il compito di creare apprensione tra le maglie difensive rossoblu’. L’attaccante si fa subito notare con una insidiosa conclusione.

Nei minuti finali il forcing dei padroni di casa si infrange contro la determinazione del Lecce che dimostra tutto il suo carattere che rispecchia quello del suo allenatore. Lerda stringe il pugno in segno di vittoria, il Lecce affonda i suoi artigli e spicca il volo verso la vetta della classifica.