Crisi al Comune, Marinò e Pasulo disertano il vertice. Pomarico: “Entro martedì deciderò cosa fare”

Crisi politica ad Oria, due consiglieri di maggioranza disertano il vertice – verifica e ora il sindaco Pomarico è un bivio. “Entro martedì, decidiamo se continuare oppure no”

Cosimo Pomarico

ORIA- Si ritrova in mezzo a giochi di potere, strategie elettorali, imposizioni che arrivano dall’alto. Ma non perde il contatto con la realtà. Neanche dopo un vertice di maggioranza . Una maggioranza fantasma. Una maggioranza che non c’è più.
Al vertice, richiesto ufficialmente dal Pd ma, in realtà, voluto dallo stesso primo cittadino, mancavano, infatti, due consiglieri Comunali, pur invitati. Giancarlo Marinò e Pietro Pasulo non si sono fatti vedere, nonostante l’invito fosse ovviamente rivolto anche a loro.  In ballo, c’è una lunga serie di interessi che, un po’ come a Brindisi, ruotano attorno ad un azzeramento della giunta, ad un rimpasto, oppure alla fine dell’esperienza amministrativa.

Se a Brindisi, però, Consales non ha mai preso in considerazioni le sue dimissioni, Pomarico, realisticamente, ci sta pensando. Nuovamente. Lo aveva già fatto in autunno. Poi, la crisi rientrò per esplodere nuovamente a dicembre, con l’uscita, polemica, del collega di partito del sindaco, ovverò Marinò, da una maggioranza già decimata e che, appunto, si regge su un solo voto. Meglio, si reggeva. Detto di Marinò, ora anche Pasulo sembrerebbe essersi staccato dal primo cittadino. Che la situazione sia recuperabile o meno, lo sanno solo i diretti interessati. Prezzo compreso.

Per martedì, il sindaco convocherà i segretari dei partiti ed esporrà i suoi dubbi, le sue perplessità, la sua volontà di andare avanti solo se le condizioni lo permettono. Ostaggio, prima ancora che delle ambizioni altrui, di una matematica che non permette voli pindarici, Pomarico ha già elaborato il lutto politico di un’avventura travagliata, forse giunta al capolinea.

“Entro martedì – ci ha detto Pomarico – prenderemo una decisione”.

Che si tratti di azzeramento, rimpasto o dimissioni, il sindaco si prenderà le sue responsabilità. Levandosi qualche sassolino dalla scarpa e raccontando a tutti quel che è successo veramente.