Lite prima del Consiglio, a processo comandante e consigliere

Litigò col comandante dei vigili davanti a Palazzo di Città, prima della seduta. A giudizio, il consigliere Comunale di Oria Antonio Farina.

Comune di Oria

ORIA- Il 12 settembre del 2012, poco prima dell’inizio del consiglio Comunale, si erano lanciati in un furioso litigio, sfiorando il contatto fisico e innescando l’oliato meccanismo della polemica mezzo stampa. Ora, il comandante della Polizia Municipale Emilio Dell’Acquila e il consigliere Comunale Antonio Farina, nel ruolo di imputato, potranno finalmente capire da che parte stia davvero la ragione visto che i due dovranno affrontare il dibattimento davanti ad un giudice.

I fatti, secondo la ricostruzione agli atti, ci dicono che quel giorno Dell’Acquila arrivo, a bordo del suo scooter nel piazzale di palazzo di città, sede del comando di polizia municipale e dell’aula consigliare dove, da lì a qualche minuto, sarebbe cominciata la seduta. Dell’Acquila trovò Farina poggiato nei pressi della finestra del comando della polizia municipale e gli intimò di spostarsi. Oltre al rifiuto, Farina fece notare a Dell’Aquila che in quel piazzale non era consentito circolare con i veicoli privati.

Volarono parole grosse e, a impedire che la discussione si trasformasse in qualcosa di più l’intervento di alcuni consiglieri e cittadini, pronti a sedare gli animi e frapporsi tra i due contendenti. Scena immortalata da una telecamera e poi raccontata, secondo le diverse versioni dei fatti, dalle rispettive querele prodotte da Farina e dell’Acquila.

Della questione, si è occupato il procuratore aggiunto della Procura brindisina Nicolangelo Ghizzardi che aveva chiesto l’archiviazione per Farina, denunciato dal comandante per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. Poi, a dicembre, il Gip Valerio Fracassi ha richiesto che il pm formulasse entro dieci giorni l’imputazione nei confronti dell’indagato, cioè Farina, disponendone l’imputazione coatta. Questo perché, nonostante foto e filmati prodotti dal denunziante, ovvero Dell’Acquila, il Gip ha ritenuto che fosse opportuna “una verifica dibattimentale delle tesi contrapposte considerato che per gli stessi fatti risulta essere stata disposta la citazione a giudizio”.

Ovvero, il provvedimento preso nei confronti di Dell’Acquila in riferimento al presunto reato di calunnia. Come dire, delle due, solo uno dei due attori è depositario della verità. Uno status privilegiato che sarà assegnato da un giudice, cui spetta l’ultima parola sulla vicenda.