Lavoro, addio contratto indeterminato. Panettiere il mestiere più richiesto

LECCE- Addio al contratto a tempo indeterminato. Per il 70% dei salentini e dei pugliesi il contratto è a scadenza. Lo sospettavamo, certo, ma ora la conferma arriva dal corposo report sul mercato del lavoro che l’assessore regionale al ramo Leo Caroli ha reso noto dopo mesi di intenso lavoro.
In quelle pagine c’è tutto il dramma di una crisi che ha falcidiato la popolazione. Il numero dei contratti cessati è persino inferiore a quello dei nuovi contratti. Ma l’inghippo c’è. Le nuove assunzioni durano meno di due mesi e mezzo. Contrattini mordi e fuggi, dunque, che sommano precarietà alla precarietà ma che per tanti sono una veloce bocca d’ossigeno prima di tornare in apnea

Le curiosità nel report emergono. Si scopre, ad esempio, che sono i distretti di Galatina e di Castellaneta quelli dove si concentra il maggior numero di contratti a tempo indeterminato. Le mosche bianche insomma.

E sorpresa: il lavoro più richiesto in assoluto è quello del macellaio. Segue il panettiere, il ristoratore, il e chi si occupa di accoglienza clienti. Tutti lavori richiestissimi e che registrano un vero e proprio boom nella provincia di Lecce. La spiegazione è semplice. Si cerca da un lato personale disposto a sopportare lavori pesanti fisicamente che forse ormai in pochi sentono di poter reggere, e dall’altro tutto ciò che è ruota attorno al turismo che come è noto nel Salento procede a vele spiegate.

Difatti sono proprio il settori del commercio, dei servizi alberghieri e di ristorazione a dare lavoro a metà degli occupati. Crollano, invece, industria e agricoltura. Più in generale cresce il tasso di disoccupazione e Lecce è la provincia più provata dal lavoro che non c’è. A Taranto c’è il maggior numero di ore di cassa integrazione, a Brindisi il tasso di disoccupazione, invece, cala.

Ma un vero e proprio esercito è quello degli inattivi, coloro cioè che non cercano lavoro e che non sono disponibili a mantenerne uno. Sono quei 350 mila, la percentuale minore è a Lecce. La disoccupazione giovanile è tra le più alte e il lavoro femminile è tra i bassi del Mezzogiorno. A Lecce cerca lavoro una donna su 10.

Numeri su numeri che confermano ci che si sa. Il lavoro non c’è. La crisi è più incisiva che mai. Da questo Caroli ripartirà per studiare forme di sostegno al reddito e di formazione adattabili in base alle situazioni specifiche delle province. Per tutti coloro che hanno terminato i paracadute di ammortizzatori sociali e disoccupazione arriva il bando che consentirà di ottenere 500 euro al mese per 5 mesi. Ne faranno parte 3100 ex lavoratori. Bando che, grazie ad un risparmio di 4 milioni i euro rispetto alle stime iniziali, sarà riaperto per inserire chi non ce l’ha fatta a rientrare tra quelli in graduatoria.

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