Bimbo morto al Perrino, la Asl: “Nessuna connessione con gli ascensori”

Non ci sarebbe alcuna connessione tra il bimbo nato morto al Perrino di Brindisi e gli ascensori fuori servizio dell’ospedale. Questa la versione della Asl. Ma la famiglia vuole vederci chiaro.

Ospedale 'Perrino'

BRINDISI- Bimbo nato morto al Perrino, per la Asl di Brindisi non vi è “nessuna connessione tra la morte del neonato e i guasti agli ascensori”. Una presa di posizione conseguente alla notizia riportata mercoledì dagli organi di informazioni dopo il dramma che ha colpito una partoriente 34enne di Carovigno.
La donna, secondo quanto ricostruito, è arrivata presso l’ospedale Perrino di Brindisi per un parto cesario già programmato per la mattina del 8 gennaio già la sera prima, a causa di alcuni fastidi e la naturale preoccupazione del momento. La signora è quindi giunta autonomamente in reparto senza passare per il pronto soccorso. Secondo quanto risulta alla direzione della Asl, alle 21.55.

Ha raggiunto, quindi, l’unità di Ginecologia che si trova al nono piano con uno degli elevatori piccoli, gli unici ancora funzionanti. Poi, dopo la visita, i medici del reparto hanno consigliato alla 34enne di anticipare l’intervente. Consiglio accettato, tanto che la sala operatoria è stata allestita alle 22.30. Sala che si trova, però, al quinto piano. Ed è qui che, fondamentalmente, la storia deve essere chiarita.

A causa del malfunzionamento degli ascensori principali, la signora, trasportata in barella, ha dovuto seguire un percorso diverso, e immaginiamo più tortuoso, rispetto a quello “classico”.  Non è chiaro, a questo punto, se vi sia una connessione tra il guasto degli ascensori e la nascita “senza vita” del feto, dichiarato morto alle 23.24.

Quel che è certo è che la moglie e marito vogliono vederci chiaro, e hanno dato mandato all’avvocato Giovanni Zaccaria di presentare un esposto. “Secondo quanto è stato riferito ai miei assistiti – ha dichiarato il legale – la morte sarebbe avvenuta per l’ingestione di un quantitativo eccessivo di liquido amniotico. Quello che intendiamo appurare è se, nel caso in cui si fosse intervenuti prima, si sarebbe potuto evitare il tragico epilogo”.

Insomma, in un modo o in un altro, la vicenda degli ascensori scassati del Perrino è destinata, gioco forza, a diventare una priorità per la Procura di Brindisi, chiamata anche a verificare le accuse di sabotaggio agli elevatori mosse dalla direzione dell’Asl. Intanto, a scopo precauzionale, sono anche state ingaggiate delle guardie giurate chiamate a monitorare gli accessi e, quindi, l’incolumità degli ascensori. Sempre più nell’occhio del ciclone.

Commenti

  1. […] Sui malfunzionamenti degli ascensori, è intervenuta nei giorni scorsi anche  la Asl di Brindisi secondo cui non vi è “nessuna connessione tra la morte del neonato e i guasti agli ascensori” […]