Ascensori scassati al Perrino, nuova inchiesta e “provolone”

Nuova inchiesta al Perrino di Brindisi, dove una donna in gestazione perde il suo bimbo. Nel mirino ci finisce l’ascensore rotto. E Striscia la Notizia consegna anche un prolovone alla Asl.

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BRINDISI- Non solo la denuncia portata in Procura dalla direzione della Asl, pronta a scommettere sul “sabotaggio” degli ascensori dell’Ospedale Perrino di Brindisi. Ora, anche il dramma, vissuto da una mamma incinta che, per cause tutte da accertare, ha perso il suo bambino nato morto e, persino, un provolone consegnato da Striscia la Notizia ai vertici dell’azienda ospedaliera. 
Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Ma questa volta, le risate, meglio accantonarle visto che, nelle scorse ore, una giovane donna partoriente, arrivata presso il nosocomio “d’eccellenza” della provincia adriatica, si è ritrovata con l’ascensore, l’unico ascensore funzionante, ovviamente bloccato e sarebbe quindi stata costretta ad una scarpinata lungo le rampe che portano al quinto piano. Dove i medici avrebbero dovuto eseguire un cesario d’urgenza. Il bimbo che la signora portava in grembo è purtroppo nato morto e, se non è per niente detto che il motivo del dramma sia racchiuso proprio nel malfunzionamento degli ascensori, è prevedibile che l’episodio arriverà sulla scrivania della Procura, chiamata a fare luce su eventuali responsabilità.

Qualche ora dopo, invece, gli inviati di Striscia la Notizia Fabio & Mingo hanno fatto visita al direttore sanitario Antonio Piro, cui sarebbe spettato un bel Provolone. Ma il dirigente ha rifiutato il “dono”.

”Siete in errore – avrebbe detto Piro – questo premio non spetta a me ma a chi si occupa della manutenzione degli ascensori”.

Nella fattispecie, la ditta Mauntencoop, subentrata alla ditta Brindisi Elevatori. Da quel momento, prendere un ascensore al Perrino è diventato un inferno. E se i sindacati gridano allo scandalo, puntando il dito contro la dirigenza della Asl, la direttrice Paola Ciannamea ha portato tutto in Procura. Secondo i vertici dell’azienda, si tratterebbe di sabotaggio bello e buono, con tanto di rilievi e accertamenti.