“La Befana vien di notte…” , ieri e oggi: usi e tradizioni nel Salento

La Befana, una figura importante nello scenario di tradizioni e miti legati alle feste natalizie nel Salento

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LECCE- “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte…”. Recita così una delle filastrocche che grandi e piccini amano canticchiare in questo giorno in cui l’Epifania tutte le feste porta via.
Secondo la leggenda la Befana, raffigurata come una donna molto anziana che vola su una lunga scopa, fa visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per riempire le calze lasciate appese sul camino o vicino a una finestra.

Una tradizione che va avanti da tantissimi anni. Anzi, in nessun altro luogo come nel Salento, questa figura riveste un ruolo altrettanto importante nello scenario di tradizioni e miti legati alle feste natalizie. Bisogna ricordare infatti che in quest’area la religiosità popolare era in gran parte guidata dal rito ortodosso fino a qualche secolo fa. Secondo la religione cristiana ortodossa era proprio il 6 Gennaio la festa più importante del calendario liturgico, corrispondente al giorno in cui si riteneva iniziasse il nuovo anno. L’Epifania segnava dunque un nuovo inizio, la rigenerazione della vita per la natura e per l’uomo. Così la Befana giungeva a premiare o meno i bambini in base a quello che era stato il loro comportamento e il loro operato nel corso nell’anno.

Come raccontano alcuni salentini, ricordando la loro infanzia, la sera del 5 gennaio andavano a letto presto. Poi quando la mattina aprivano gli occhi correvano vicino al camino per vedere cosa questa simpatica vecchietta avesse lasciato. Siamo negli anni 60-70, anni in cui i veri regali non li portava Babbo Natale, ma solo la Befana: non c’erano di certo pc, smartphone, tablet, ma semplici bambole e servizi da caffè in porcellana, biciclette, modelli di macchinine per i maschietti, un bel pallone di cuoio e così via.

E ancora, mancavano all’appello i tanti dolciumi che invece oggi riempiono le nostre calze: all’epoca infatti i bambini ricevevano in dono (magari in un piattino) frutta secca, mandarini, fichi secchi con le mandorle, arance e qualche caramella. Cenere e carbone, invece per i bimbi che avevano fatto i cattivi. Ma mentre prima erano veri, oggi sono decisamente gustosi e forse i piccoli sono anche felici di riceverne un po’.

Insomma, le tradizioni e i tempi cambiano e la tecnologia avanza. Oggi la festa più attesa sarà sicuramente quella del 25 dicembre, ma l’Epifania resta sempre e comunque avvolta dalla sua unicità, dal suo velo di mistero e magia, ma soprattutto riesce a regalare un’ultima giornata natalizia da passare in famiglia.