Ilva, Peacelink: “Dati Arpa inattendibili”

"Le misurazioni Arpa del 2 gennaio nel quartiere Tamburi di Taranto sono inattendibili". Cosi Peacelink sugli ultimi dati per le cokerie Ilva. "Valori Ipa alle stelle, fuori più che nel siderurgico?" Gli ambientalisti chiamano il Ministero all‘ambiente

Alessandro Marescotti

TARANTO- Continua la battaglia ambientalista a Taranto. Arriva da Peacelink la smentita sui dati arpa per le cokerie dell’Ilva. “Sono dati inattendibili – denuncia Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione – i valori pubblicati sul sito del arpa sono fuorvianti. E poi spiega: la concentrazione di Idrocarburi policiclici aromatici nello stabilimento risulta addirittura inferiore a quella rilevata nel vicino quartiere Tamburi”.

Possibile? “Il fatto che la centralina che monitora le cokerie – tenta una risposta Marescotti – sia sottoposta a trattamento intensivo di tipo protettivo, come affermato da assennato, spiegherebbe i valori non elevati di Ipa misurati dentro l’Ilva”.

Dall’altra parte parla invece di dati «puramente descrittivi» e «non allarmanti» il direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato, riferendosi però alle rilevazioni effettuate invece dagli ambientalisti tarantini che, parallelamente ai controlli Ilva, non smettono di continuare i propri monitoraggi. All’interno del siderurgico sono stati rilevati livelli di Ipa nelle Cokerie e nei parchi minerali oscillanti tra i 3,7 e i 7,9 nanogrammi per metro cubo.

“Tutto questo è avvenuto mentre l’Arpa – aggiunge Marescotti – misurava una media di Ipa in concentrazione molto più elevata nel quartiere Tamburi a ridosso del quale sorge l’Ilva: 30,8 nanogrammi a metro cubo ad agosto 2013; 34,4 nanogrammi a metro cubo a novembre 2013 e ancora 43,9 nanogrammi a metro cubo a dicembre 2013». L’ultima misurazione nel quartiere Tamburi, effettuata da Arpa il 2 gennaio scorso «vede invece schizzare gli Ipa – fa notare Marescotti – a 78,3 nanogrammi a metro cubo, e cioè a concentrazioni dieci volte superiori a quelle misurate dentro l’Ilva nei giorni in cui il ‘trattamento intensivo protettivo ha funzionato meglio”.

Ma l’Arpa ha comunicato tutto questo alle autorità competenti? E la popolazione è a conoscenza di quanto accade relamente? Perrispondere a queste domande Peacelimnk chiama in causa il Ministero dell’Ambiente auspicando la diffusione dei dati reali, e maggiori controlli sull’adempimento dell’aia