Allarme criminalità, convocata conferenza dei capigruppo. Consales incontra Bubbico

Allarme criminalità a Brindisi, dopo le accuse delle forze politiche che dipingono una Brindisi da Far West, Loiacono convoca la conferenza dei capigruppo mentre Consales incontrerà il viceministro Bubbico Mercoledì. E il primo cittadino attacca: “Sulla vicenda, basta avvoltoi”. ______________

Mimmo Consales

BRINDISI- Rapine e furti, almeno uno al giorno. Se i commercianti hanno paura, la politica brindisina si interroga. La politica brindisina accusa. Il sindaco Consales parla di sciacallaggio e nel frattempo è stata convocata da parte della presidenza del Consiglio Comunale una conferenza dei capigruppo ad hoc prevista per il prossimo 9 gennaio.

Giovedì, convocati dal presidente Luciano Loiacono, le forze politiche saranno dunque chiamate ad analizzare la delicata situazione, oggettivamente grave in una città dove, citando lo stesso Consales, i poliziotti non hanno neppure benzina per le auto.

Il giorno prima, invece, il primo cittadino si recherà a Roma per incontrare il viceministro Bubbico ed esporre una problematica che in tutta la provincia, ma specialmente nel capoluogo, sta assumendo dimensioni preoccupanti. Ma la colpa non è né della politica né, tantomeno, delle forze dell’ordine impegnata, tra mille difficoltà, sul territorio.

“Sono certo – ha detto Consales – che il Prefetto e i vertici delle locali forze dell’ordine stanno profondendo il massimo sforzo in questa direzione, così come sono consapevole che la situazione di Brindisi non è né migliore, né peggiore rispetto a quella di tantissime altre città d’Italia.”

Piuttosto, considerando la pletora di comunicati stampa sulla vicenda, molti dei quali puntano il dito proprio contro l’amministrazione Comunale, il primo cittadino si toglie qualche sassolino dalla scarpa. “Ciò che sconcerta – conclude Consales – è la squallida strumentalizzazione a cui si assiste in situazioni come quella che stiamo vivendo. C’è chi continua a far politica con il sistema degli ‘avvoltoi’, strumentalizzando tutto ciò che accade – chiude il giornalista – a fini politico-elettoralistici”.

Resta il fatto che la “propaganda”, se così può essere chiamata, parla comunque di un numero di rapine e di furti capaci di mettere in ginocchio molte attività commerciali. Non bastava la crisi. Anzi, forse è proprio tutta colpa della crisi.