Crisi al Comune, a 24 ore dal vertice è ancora caos

Si terrà domani l’atteso vertice di maggioranza chiamato a risolvere la crisi politica al Comune di Brindisi. Le posizioni assunte dalle varie forze restano distanti. Mentre il Pd provinciale scarica sul sindaco: “tocca a Consales decidere cosa fare”.

Mimmo Consales

BRINDISI- Rimpasto o azzeramento, la partita è ancora aperta. E, in gergo sportivo, a centrocampo è caos, con le parti, tutte la parti, piuttosto distanti e, quindi, ancorate su posizioni che non sembrano conciliabili. A meno di 24 ore dall’atteso vertice di maggioranza in programma sabato, la crisi a palazzo di città, a Brindisi, continua a tenere banco perché, rispetto alla previgilia di Natale nulla è cambiato.
Il sindaco Mimmo Consales, continua ad insistere per un rimpasto dell’esecutivo. Dall’altra parte, i centristi di Ferrarese, ovvero il Nuovo Centrodestra, non sembrerebbero ammettere trattative. Senza azzeramento, si va tutti a casa. Questo disse l’ex presidente della Provincia e questa, al momento, resta la posizione ufficiale degli Alfaniani.

Nel mezzo, il Partito Democratico, prima forza del consiglio Comunale, diviso tra il gruppo, favorevole al rimpasto, e i vertici provinciali che, nonostante avessero, negli scorsi giorni, manifestato silenziosamente la propria preferenza verso l’azzeramento totale della giunta, hanno assunto, per voce del segretario Maurizio Bruno, una posizione più morbida. Capace, anche, di scaricare la patata bollente nelle mani del primo cittadino.

“E’ lui che deve decidere sui suoi assessori ed è sempre Consales che deve stabilire chi ha lavorato e chi no. Solo dopo le sue valutazioni – precisa Bruno -potranno intervenire i partiti. E anche in questo caso, sono competenti i dirigenti del capoluogo e il gruppo consiliare”.

Insomma, la decisione spetta ai Brindisi e a Consales. Su cui ui il coordinatore provinciale di Forza Italia Luigi Vitali nutre delle aspettative. “Ci aspettiamo che il sindaco – dice l’ex parlamentare – voglia dare il buon esempio non ricorrendo alle vecchie liturgie di una politica sorda e lontana dai cittadini ed assumendo le decisioni consequenziali per una situazione ormai insostenibile per tutti. Per lui per primo”.

Meno di 24 ore, insomma. E la situazione, di certo non inedita in una maggioranza dall’insediamento in profondo contrasto tra le varie anime che la compongono, è sempre più confusa. E’ sempre più caotica.