Attentato Confindustria, Sportelli: “Fatto grave ma non ci faremo intimidire”

Sportelli, presidente della Camera di commercio di Taranto, commenta l'ultimo episodio ai danni della sede di Confindustria: "Questa sequenza di gesti intimidatori non fermerà il lavoro delle associazioni di categoria e delle istituzioni in favore della legalità"

sparo

TARANTO- “Associazioni di categoria, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, nelle ultime settimane sono stati bersaglio di gravi atti intimidatori nella provincia di Taranto. Si tratta di una vera e propria escalation di violenza che va arginata e respinta con fermezza”. Lo afferma Luigi Sportelli, presidente della Camera di commercio di Taranto commentando l’ultimo episodio ai danni della sede di Confindustria contro la quale sono stati esplosi tre colpi di pistola.
“Non sappiamo se dietro queste azioni violente si nasconde una regìa – aggiunge Sportelli – o se sono episodi con matrici diverse. In ogni caso, siamo di fronte a segnali estremamente gravi e preoccupanti”. Il presidente della Camera di commercio prende in esame gli attentati incendiari messi a segno poco prima di Natale, ai danni della stessa associazione degli industriali, dell’abitazione di Nicola Spagnuolo, presidente della Cia. “Ma non vanno dimenticati e trascurati – aggiunge Sportelli – gli atti vandalici ed i furti compiuti in danno dell’associazione, con sede in città vecchia, presieduta dall’assessore regionale Fabrizio Nardoni”.

Sportelli esprime la vicinanza e la massima solidarietà al presidente di Confindustria, Vincenzo Cesareo ed a tutta l’associazione degli industriali di Taranto. “Confidiamo nel prezioso lavoro delle forze dell’ordine – prosegue il presidente della Camera di commercio – che mai hanno fatto mancare la loro vicinanza alle parti sociali. Di sicuro, questa sequenza di gesti intimidatori non fermerà il lavoro delle associazioni di categoria e delle istituzioni in favore della legalità, del pieno rispetto delle regole e dei contratti. Solo un’economia sana può sconfiggere l’illegalità e la violenza”.