Agguato al Sant’Elia, arrestato 29enne. Condizioni critiche per Giuseppe Fiume

Arrestato in flagranza di reato un 29enne brindisinoi, accusato di essere l’autore del ferimento del 31enne Giuseppe Fiume, ricoverato in gravi condizioni al Perrino. Dentro casa del sospettato, armi e droga

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BRINDISI- Un colpo. Un solo colpo di fucile. Forse partito accidentalmente ma che, comunque, ha ferito gravemente il 31enne brindisino Giuseppe Fiume, in prognosi riservata all’ospedale Perrino e già sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all’addome. 

I carabinieri del comando provinciale del capoluogo adriatico hanno quindi ricostruito quasi interamente la dinamica dietro il misterioso e presunto agguato, con colpi d’arma da fuoco, avvenuto in mattinata presso una villetta in costruzione a ridosso del quartiere San’Elia.

Una ricostruzione che ha portato all’arresto, in flagranza di reato, del 29enne del posto Dioniso Livera, ritenuto il responsabile dell’agguato che, forse, agguato non è stato.

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Secondo i militari, il giovane si trovava all’interno del casolare di proprietà di un suo famigliare, da lui utilizzato. Per motivi tutt’ora sconosciuti, il 29enne aveva imbracciato un fucile da caccia a canne mozze quando, forse per semplice ma fatale distrazione, è partito un colpo che ha raggiunto all’addome Fiume, in quel momento in una villetta vicina dove, insieme al padre, stava eseguendo dei lavori di ristrutturazione.

Fiume finisce in ospedale, accompagnato dal padre. E si trova tutt’ora in condizioni critiche. Livera, invece, si da alla fuga a bordo della sua Twingo.

Ma, grazie ad alcune testimonianze, è stato identificato e, quindi, una volta rintracciato, arrestato per lesioni aggravate, ma anche per porto abusivo di armi da fuoco e coltivazione di stupefacenti.

La storia, infatti, non finisce qui. Durante la perquisizione del casolare di Livera, i carabinieri del Norm brindisino hanno infatti rinvenuto un fucile doppietta con canne mozzate e 6 cartucce cal. 12, una pistola P–38 con matricola abrasa e 6 munizioni, un passamontagna, una piccola serra per la coltivazione di marijuana, parte della quale era stata messa a essiccare, vario materiale per la coltivazione e il confezionamento della droga, il tutto sottoposto a sequestro. Il tutto, ora, oggetto di nuove indagini, con il forte dubbio che, quanto ritrovato, possa essere legato a qualcuna delle recenti rapine avvenute in città.

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Intanto, il giovane Fiume resta in condizioni gravi. L’intervento chirurgico all’addome, per quanto perfettamente riuscito, non ha comunque convinto i medici a sciogliere la prognosi.

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