Terme di Santa Cesarea, Letta decide: 4 mesi per privatizzarle

Tra quatto mesi le Terme di Santa Cesarea saranno in mano esclusiva dei privati. A stabilirlo un comma delle legge di stabilità che impone a Regione, Provincia e Comune di dismettere le proprie quote.

S.Cesarea Terme

SANTA CESAREA- Quattro mesi di tempo a partire da ora. Poi le Terme di Santa Cesarea diventeranno private. Il destino delle Terme è contenuto nel comma 569 della Legge di stabilità approvata dalle Camere il 26 dicembre e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 27.Il riferimento non è esplicito ma è naturalmente ugualmente chiaro.

“Il comma – si legge – differisce il termine per la cessione, da parte delle pubbliche amministrazioni, delle partecipazioni in società aventi per oggetto sociale attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle finalità istituzionali della P.A. partecipante. Tale termine, scaduto il 1° gennaio 2011, viene prolungato di quattro mesi oltre la data di entrata in vigore della legge di stabilità in esame, decorsi i quali la partecipazione non alienata mediante procedura di evidenza pubblica cessa ad ogni effetto. Inoltre, entro i dodici mesi successivi alla cessazione, la società è tenuta a liquidare in denaro il valore della quota del socio cessato, sulla base dei criteri stabiliti dalla disciplina civilistica sui criteri di determinazione del valore delle azioni per le quali il socio esercita il diritto di recesso”.

Tradotto in soldoni significa che regione, provincia e comune di santa cesarea dovranno entro quattro mesi mettere a punto un bando per la cessione delle proprie quote azionarie delle Terme. Se non dovessero farlo entro i termini fissati, la partecipazione decadrà ugualmente e scatterà per la società un anno di tempo per liquidare le quote.

di più. Se non saranno regione provincia e comune a dismettere le proprie quote rendendole appetibili sul mercato, per statuto le terme diventerebbero di proprietà dei privati che attualmente detengono l’1% delle quote avendole acquisite tempo fa dal Comune.

Da tempo la privatizzazione è motivo di tensione nel Cda. Regione e Comune non hanno mai trovato la quadra su un progetto su cui entrambe le parti si dicevano totalmente d’accordo.

Ora ci ha pensato il governo Letta a chiudere una vicenda che si trascina da anni. L’ingresso dei privati, se fatto come deve, può essere un forte rilancio per le Terme e per il turismo che in questo caso potrebbe davvero puntare sulla destagionalizzazione. un futuro che se reso più solido potrebbe costituire anche per i dipendenti delle terme, da tempo col fiato sospeso, motivo di sollievo.

Ma questo sempre che tutti i soci sfruttino i quattro mesi per dismettere al meglio le proprie quote.

Intanto la giunta regionale, dopo numerose riunioni del gruppo di lavoro, ha approvato nuovamente il bando per la gestione delle acque minerarie. Dopo l’impugnazione da parte del comune e i rilievi del consiglio di stato il bando è stato riadottato migliorando l’aspetto della competitività e trasparenza e estendendo il tempo per la presentazione delle domande a 90 giorni.