I renziani vogliono nuovi circoli e partecipazione. Marra: “Teatro dell’assurdo”

Renziani, civatiani e seguaci di Rampino chiedono con un documento che la segreteria cittadina si apra al popolo delle primarie e lasci le decisioni all'assemblea. Poi spunta l'idea dei circoli. Marra commenta: “Teatro dell'assurdo”.

marra

LECCE- Renziani, civatiani e seguaci di Rampino all’assalto della segreteria cittadina, dopo il ciclone Renzi dell’8 dicembre? “No – spiegano in una conferenza a cui ha preso parte come ospite anche Vincenzo Toma – è solo voglia di ricostruire il partito democratico a Lecce”.

Al vicesegretario provinciale del Pd è stato consegnato il documento che chiede di aprire la segreteria cittadina al “popolo delle primarie” e di puntare sulla nascita dei circoli. I renziani sembrano riprendere l’idea berlusconiana del radicamento sul territorio attraverso la nascita del maggior numero possibile di circoli. Però, poi, parlano di un “vulnus” che si è creato durante il congresso cittadino, con Fabrizio Marra, unico candidato, perché si sarebbe “imposta una maggioranza di pensiero radicalmente diversa da quanto uscito dalle folle di iscritti al congresso cittadino”.

In altre parole, nella lettura renziana degli eventi, il voto dell’8 dicembre avrebbe resettato tutto: ci sarebbe una domanda di cambiamento, una “necessità di ripensare la presenza del Pd a Lecce”. Qualcuno prova a edulcorare la richiesta puntualizzando che non ci sarebbe nessun giudizio sulle persone, ma poi nel documento si legge che “la nomina della segreteria cittadina (come anche quella provinciale) risponde alle logiche di una suddivisione personalistica delle cariche, invece che sui contenuti politici e programmatici. Toma media, propone di essere costruttivi, ma nel documento la proposta è chiara: si chiede a Fabrizio Marra di “convocare, dopo le feste, l’assemblea degli iscritti, aperta al popolo delle primarie, nella quale discutere le linee programmatiche per i prossimi anni del partito cittadino, rimettendo all’assemblea ogni decisione, facendo così partire il tesseramento 2014, guidato e organizzato da un organismo di garanzia”.

Insomma, tra le righe c’è un ridimensionamento del potere decisionale del segretario. Quando Toma parla di vulnus nell’elezione, perché c’era un unico candidato, inoltre, mette in discussione, anche non volendo, la segreteria Marra. Eppure, per la segreteria regionale si parla di ricerca di un candidato unico per evitare il clima di scontro e per costruire unità. I veleni non sono finiti con le primarie.

Marra commenta piccato: “Assistiamo al teatro dell’assurdo. I renziani, candidati nella lista a mio sostegno, che mi ha visto eletto con l”85 per cento dei voti, oggi, a distanza di poche settimane, sostengono la necessità della partecipazione, come se i congressi si celebrassero per puro esercizio dello spirito. Tutti quelli che volevano criticare o dire qualcosa perché non lo hanno fatto durante i congressi? I congressi sono ormai terminati: è tempo della proposta politica e dell’impegno per Lecce”, conclude il segretario cittadino del Pd.