“Ambiente svenduto”, oggi stop agli interrogatori. Dl 136 Ilva alla Camera

Volge al termine il lavoro della procura ionica sugli interrogatori agli indagati nell'inchiesta ambiente svenduto a carico dell'Ilva. Decreto 136 intanto al vaglio della Commissione Ambiente alla Camera.

Procura di Taranto

TARANTO- Volge al termine il lavoro della procura tarantina sugli interrogatori degli indagati nell’ inchiesta Ambiente Svenduto che hanno deciso di farsi ascoltare dai pm  per il disastro ambientale dell’Ilva di Taranto. Dopo l’interrogatorio del presidente della regione Puglia Nichi Vendola dello scorso 23 dicembre, oggi è la volta di Dario Ticali, ex presidente della commissione del ministero dell’Ambiente che ad agosto 2011 aveva rilasciato all’Ilva l’Autorizzazione integrata ambientale, Luigi Pelaggi, ex segretario della stessa commissione e Vittoria Romeo, l’allora funzionaria dell’ufficio di Roma del gruppo siderurgico Riva, proprietario dell’impianto tarantino.

Alla conclusione degli interrogatori seguirà la decisione, da parte della procura tarantina, in merito alle richieste degli eventuali rinvii a giudizio.  Giornata  importante  intanto anche per il decreto legge 136 per l’Ilva sulle “Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali e a favorire lo sviluppo delle aree interessate”.

Il decreto, pubblicato sulla g.uff del 10 dicembre scorso, sarà esaminato in commissione ambiente alla camera. 3 gli aspetti al centro dell attenzione: i tempi  dell’Aia ed i piani ambientale ed industriale. Su questi temi   i parlamentari ascolteranno l’assessore all’Ambiente pugliese, Lorenzo Nicastro, il commissario Enrico Bondi, e il subcommissario Edo Ronchi.

Proprio quest’ultimo ha sollevato il problema dei tempi sottolineando come «gli interventi necessari siano complessi e non affrontabili con le procedure ordinarie. In alternativa sarebbe difficile stare nei 36 mesi che sono il tempo concesso dall’Aia per risanare lo stabilimento».

C’è un altro nodo da sciogliere, il più complesso, quello sulle risorse finanziarie. 8 miliardi e 100 milioni sono stati torli, occhi giorni fa, alle bonifiche dopo la decisione della cassazione di sbloccare il sequestro ai beni dei Riva.