Crisi politica, Ferrarese pronto ad uccidere il laboratorio

Crisi politica a Brindisi, l’ultimatum lanciato al sindaco Consales da Ferrarese, che chiede l’azzeramento totale della giunta, potrebbe coincidere con la morte del laboratorio politico e nuove elzioni già in primavera. >Intanto,. il vicesindaco Ecclesie, non commenta.

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BRINDISI- “C’è una posizione ufficiale del partito. La mia, ve la dico dopo le festività”. Il vicesindaco di Brindisi Enzo Ecclesie non commenta. Preferisce non farlo. E resta fuori dai giochi di partito, il suo partito, che paradossalmente sembrano andare proprio contro di lui. Nel braccio di ferro tra il sindaco di Brindisi Mimmo Consales e il presidente di Noi Centro Massimo Ferrarese, c’è proprio lui. Uomo di partito, appunto. Ma anche uomo di fiducia del primo cittadino che di Ecclesie non vorrebbe proprio farne a meno. Eppure, quello del partito di Ecclesie, è un ultimatum che non concede eccezioni.
Se Noi Centro E Nuovo Centrodestra chiedono il reset completo per “bisogno di chiarezza e di una immediata svolta per accelerare le risposte amministrative di cui vi è assoluta necessità”, queste le parole di Ferrarese in persona, il sindaco rilancia e, dopo l’azzeramento delle deleghe e pur rinviando qualsiasi tipo di discussione a dopo Natale, fa notare come, se azzeramento della giunta dovesse essere, questo riguarderebbe anche gli enti di secondo grado. Una provocazione, visto che proprio i centristi controllano Multiservizi, Servizi Farmaceutici Emergenko e, soprattutto, il consorzio Asi, guidato dall’ex presidente Udc Marcello Rollo.

Si tratta, insomma, della resa dei conti. Si tratta, anche, delle conseguenze giudiziarie che coinvolgono Sindaco e alcuni assessori, ma anche e soprattutto, del cambio di casacca, avvenuto in amssa, dei centristi che, dall’Udc, sono trasmigrati in Nuovo Centrodestra. Se la linea del partito di Alfano, come più volte chiarito dai vertici di Ncd, è indirizzata verso l’area di centrodestra, ecco che l’eventuale sfiducia a Consales permetterebbe ai Ferraresiani di mettere in ordine le cose sotto il profilo delle alleanze in vista delle prossime amministrative. Che potrebbero riguardare anche Brindisi. L’apertura della crisi a Natale non appare infatti casuale. Perché anche il capoluogo vada alle urne è infatti “necessario” che l’amministrazione cada entro e non oltre il 31 gennaio.

Da lì, calcolando anche i 20 giorni previsti per il ritiro di eventuali dimissioni del sindaco, si arriva al 20 febbraio. Una data che permetterebbe agli elettori Brindisini di rientrare nella prossima scadenza elettorale di primavera, prevista tra il 15 aprile e il 15 di Giugno.

Insomma, gli esiti dell’ultimatum avanzato da Ferrarese si conosceranno entro la fine di Gennaio. Se Consales riuscirà ad arrivare indenne a quella data, la crisi sarà gioco forza rimandata. Magari al prossimo Natale. A prescindere dalla chiarezza, a prescindere dalle necessità. Ma se il sindaco cedesse, ecco arrivare il breve commissariamento e l’indizione di nuove elezioni. Dove, c’è da scommettersi, Partito Democratico e nuovo centrodestra si ritroveranno su sponde diverse.

La morte del laboratorio? Se accadrà, a dispetto dei falliti tentativi degli oppositori nell’ultimo lustro, si tratterà di figlicidio. Come dire: io ti ho creato, io ti distruggo.  Con buona pace di Ecclesie e di chi ha “ben lavorato”.