Confische milionarie, la Dia presenta il conto

QuattroStelle

LECCE- Aggressione ai patrimoni in odor di mafia. Questo il leit motiv dell’attività svolta, nel 2013, dalla DIA di Lecce non solo nella provincia leccese, ma anche in quella tarantina e brindisina. Sequestri e confische operate negli ultimi 12 mesi, ammontano a 31milioni di euro così suddivisi: 28 milioni nel leccese, 2 nel tarantino ed un milione nella provincia di Brindisi.
Il consuntivo è stato presentato dal direttore della sezione operativa, Leonzio Ferretti che ha ricordato i passaggi più significativi del lavoro svolto dai suoi uomini.

In primis la confisca definitiva dei beni riconducibili a Santo Paglialunga, 63enne di Aradeo, indagato per usura aggravata. 8 milioni di euro, fra società finanziarie, aziende immobiliari, immobili e terreni, sono passati nelle mani dello Stato. Confiscati anche un kartodromo ed un castello nella zona di Cutrofiano. Altra confisca definitiva riguarda il patrimonio di Giovanni Tredici, 44enne di Copertino arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia denominata Due Vie.

Il valore complessivo, in questo caso, raggiunge i 4 milioni di euro fra immobili, conti correnti bancari e appezzamenti di terreno molti dei quali destinati al fotovoltaico come nel caso di un impianto sequestrato a Lequile.

Ancora una confisca, ma questa non definitiva, è stata eseguita a San Donato, nei confronti di Agostino Marzo, titolare di un’autodemolizione. I sigilli al suo impero milionario, in questo caso si parla di almeno 15milioni di euro, sono scattati lo scorso luglio.

Depositi, abitazioni, terreni, conti correnti bancari, fabbricati ed anche un complesso sportivo sono finiti nella rete della DIA la cui azione ha interessato, come dicevamo prima, anche le province di Taranto e Brindisi. Nel tarantino una confisca, non definitiva, ha interessato Antonio Vitale, 61enne di Taranto. Il valore complessivo del sequestro ammonta a due milioni di euro. Sotto sigillo anche uno stabilimento balneare a Castellaneta Marina, realizzato su un terreno demaniale poi acquisito dal comune.

A Brindisi, infine, sequestro per un milione di euro. La direzione investigativa antimafia si è concentrata tra Oria e Francavilla Fontana dove insistono i beni di Giancarlo Capobianco, ritenuto capo zona della frangia mesagnese della SCU. Ultimo, ma non per questo meno importante, anche l’arresto di tre trafficanti albanesi sorpresi con un carico di eroina il cui valore sul mercato, superava i 600mila euro.

 

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