Tornano navi e piattaforme, ripartono i sondaggi per il gasdotto

Tornano navi e trivelle nel mare di san foca: dopo il pasticcio dello scorso inverno, tap ripete le analisi lungo il tracciato del gasdotto. Duri gli attivisti no tap: “ancora danni alla pesca”

percorso gasdotto TAP

SAN FOCA- Come annunciato, sono stati avviati di buon mattino i nuovi rilievi nel mare di San Foca. La campagna di sondaggi durerà 25 giorni e servirà ad analizzare dal punto di vista geofisico, ambientale e geotecnico le aree marine che dovrebbero essere interessate dal passaggio del gasdotto. Da esplorare un corridoio lungo 4 km, largo 200 metri, a partire dal punto della costa dove è previsto l’approdo del gasdotto. È lì che verranno svolte le analisi geofisiche, anche attraverso la stesura di un cavo sul fondale lungo la rotta da investigare, oltre che la raccolta di campioni di acqua e sedimenti marini per analisi dell’habitat.

È così che Tap rimedia al pasticcio che ha provocato l’ira dell’Arpa Puglia, nella scorsa primavera, quando venne a galla che i precedenti rilievi erano stati eseguiti, nel gennaio scorso, senza rispettare le procedure previste per legge e, dunque, erano da considerarsi inservibili, poiché, in assenza di un tecnico della stessa Arpa, non se ne poteva certificare la provenienza.

Quei rilievi “difformi” sono tra gli elementi alla base del fascicolo d’indagine per danneggiamento ambientale aperto sulla scrivania del sostituto procuratore Antonio Negro.  È per questo che sono ritornate navi e piattaforme nel mare di Melendugno.

Scatenando anche qualche polemica: nel resoconto della prima giornata, gli attivisti No Tap alzano il polverone: “La Capitaneria di Porto- dicono- allontana le imbarcazioni che si trovavano nella zona delle prospezioni. Chi paga le tasse in Svizzera ha più diritti di chi le paga in Italia. Tutti i natanti che si trovavano davanti a San Basilio,zona di posta per i pescatori di San Foca,sono stati allontanati. Ancora danni per le attività produttive della zona di Melendugno! Cominciano a venire a galla le bugie di TAP e di chi la spalleggia”. Eppure, è stata la stessa multinazionale ad assicurare che, al di là della zona di sicurezza di 100 metri intorno alle imbarcazioni, non ci sarebbero state restrizioni alle attività di pesca.

Il braccio di ferro continua. E Tap alza il tiro, con l’avvio di una campagna di stampa sulle pagine di quotidiani nazionali come La Repubblica e il Corriere della Sera: belle cartoline del Salento, ulivi, pajare e muretti a secco, per rassicurare sul fatto che “sotto sotto c’è sicurezza”, “intelligenza” e “amore per il paese”, continuando a dire che “verrà attraversata per meno di 10 km nell’area del Salento in maniera invisibile” e che “il progetto porterà sviluppo, milioni di euro per la riqualificazione del territorio, centinaia di posti di lavoro ogni anno”. Così ognuno potrà convincersene. Peccato che tutto questo non sia dimostrato.