Oria, non c’è più la maggioranza. L’addio di Marinò mette nei guai Pomarico

Con l’uscita dalla maggioranza di Marino, si apre ufficialmente la crisi amministrativa al Comune di Oria. Pomarico non ha più i numeri per governare, ma nel prossimo consiglio non si escludono sorprese.

pomarico

ORIA- Sotto l’aspetto matematico, c’è poco da fare. La maggioranza non c’è più. E se i numeri parlano chiaro, le parole ancora di più. Il consigliere di Noi Centro Mauro Marinò regala al Sindaco Cosimo Pomarico una crisi grande così, che sotto l’albero di Natale neppure ci sta. Con un comunicato stampa, Marinò conferma la sfiducia al sindaco e apre, ufficialmente, una nuova fase di crisi amministrativa ad Oria.
«Tale decisione, molto sofferta – dice Marinò – scaturisce a seguito delle diverse vedute nella gestione anche delle più elementari problematiche della città: il sindaco farebbe bene ad ascoltare chi, già in passato, gli ha dato dimostrazione di assoluta fedeltà e competenza senza farsi puntualmente ricattare sempre dalle stesse persone e senza mai assumersi in prima persona, le responsabilità politiche ed amministrative che gli elettori gli hanno affidato, compromettendo puntualmente i rapporti con chi assolutamente non lo merita».

Insomma, una vera e piuttosto dura reprimenda non solo nei confronti del primo cittadino, quanto piuttosto verso l’intera azione politica dell’amministrazione Comunale.

In realtà, sembrerebbe che a far infuriare Marinò sia stata la posizione tenuta dal sindaco, chiamato nelle prossime ore a nominare un commissario per il Rione San Basilio dopo le dimissioni del presidente. Ma questo, ora, conta poco.

Le conseguenze, sotto l’aspetto politico, sono infatti pesantissime. La maggioranza, infatti, si reggeva su un unico voto, quello del Sindaco. Ora, con Marinò evidentemente all’opposizione, i numeri per Pomarico non sono più solo “risicati”. Anzi, non ci sono proprio. Senza il voto di Marinò, il sindaco, compreso il suo, dispone ora di soi 8 voti. Le opposizioni, invece, ne hanno 9. Meglio, dovrebbero avere. Perché nel prossimo consiglio Comunale, in sede di verifica, chissà che qualche vecchi nemico non possa correre in soccorso del primo cittadino. Ricattato, più che dalle stesse persone, come dice Marino, dalle leggi della matematica.