Cig sempre più al lumicino, la Regione protesta contro il Ministro

La Regione Puglia protesta contro il ministro Giovannini per i nuovi criteri sugli ammortizzatori sociali: a rischio migliaia di lavoratori.

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BARI- La Regione Puglia striglia Roma e minaccia di “non accettare di continuare ad assumersi il peso insostenibile di uno strumento rispetto al quale il Governo nazionale elimina i finanziamenti, riduce le tutele, detta le regole, acquisisce le domande e lascia alle amministrazioni regionali il solo compito di gestire la disperazione dei cittadini esclusi”. Sono queste le parole che usa Leo Caroli, assessore regionale al Lavoro, nella lettera di protesta inviata al ministro Enrico Giovannini, dopo che sono emersi i contenuti del nuovo decreto sulla concessione di ammortizzatori sociali in deroga.

Uno scenario diverso, che fa fare passi da gambero, non solo per quanto attiene all’esclusione di alcune categorie di lavoratori dalla platea dei beneficiari o l’allungamento dei termini per la presentazione delle domande, ma ancora di più perchè, per usare le parole di Caroli, “sconcertanti” appaiono le previsioni relative alla mobilità in deroga: potranno usufruirne molti meno lavoratori e i procedimenti sono piuttosto indefiniti. Così, “si rende impossibile la gestione di uno strumento rispetto al quale la mia Regione ha già fatto sacrifici inimmaginabili nel corso del 2013- ha chiosato Caroli-. Le previsioni dei Ministeri coinvolti assumono il profilo di una inaccettabile ingerenza volta esclusivamente a ridurre le tutele e ad assicurare risparmi di spesa alle casse pubbliche”.

E questo nel momento in cui la tempesta non è ancora passata. “Impossibile rinunciare alla cassa integrazione”. A dirlo è il segretario provinciale della Uil Lecce, Salvatore Giannetto, commentando l’undicesimo rapporto relativo al periodo compreso tra gennaio e novembre di quest’anno. E’ un quadro a tinte fosche quello che emerge: le ore complessivamente autorizzate dall’Inps alle imprese salentine sono oltre 5 milioni, in calo del 34,4% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Crescono tuttavia la cassa ordinaria (+38%, pari a 2milioni 930.672) e quella straordinaria (+3,1%, pari a 1 milione 421.872), a ulteriore conferma che molte crisi hanno ormai assunto il carattere strutturale. In frenata solo la cassa in deroga (-77,9%). “Vuol dire- spiega Giannetto –, che aumenta la mobilità». Tradotto, significa che impenna il numero dei licenziamenti.