Cala il buio sulla Fiera dell’Ascensione, staccata la luce per morosità

Bollette non pagate e morosità, l’Enel stacca la corrente all’Ente Fiera dell’Ascensione di Francavilla Fontana. Ultimo step di una situazione ormai al collasso su cui nessuno, però, sembra voler sprecare una sola parola.

BUIO

FRANCAVILLA- Che i tempi luminosi fossero passati da tempo, era ormai ben chiaro. Ma che la Fiera dell’Ascensione dovesse essere risucchiata dall’oscurità, conseguenza, sembrerebbe, di qualche bolletta non pagata, va al di là di ogni immaginazione.

Niente più corrente presso lo stabile sgarrupato di piazzale Matteotti, sede dell’ente fieristico già più volte, negli ultimi mesi, balzato agli oneri delle cronache per quantomeno curiose stranezze sotto il profilo amministrativo. Ma l’ultima notizia, ha davvero il sapore, amaro, della fine di un’epoca. Della fine, piuttosto ingloriosa, di una gestione evidentemente problematica e, tanto per usare una figura tipica, ormai con le pezze al culo.

Non è ben chiaro quante siano le bollette non pagate all’Enel. Non è ben chiaro, neppure, l’importo totale. E neppure, è dato sapere quanti diffidi siano arrivati alla direzione prima che la corrente, lo scorso martedì, venisse staccata.

Fatto sta che, per la società che fornisce l’energia, l’Ente Fiera dell’Ascensione di Francavilla è morosa. Una situazione in comune con tante famiglie, che lottano con la crisi, la disoccupazione, il ritardo degli emolumenti. Ma l’Ente non è una famiglia. L’Ente è, di fatto, una società partecipata tra Regione Puglia, Provincia di Brindisi e Comune di Francavilla. Un Ente , quindi, pubblico. Ed è assurdo, oltre che profondamente triste, che si trovi in questa situazione. Triste anche che, a dispetto dei fiumi di inchiostro utilizzati dagli organi di informazione per descrivere il grave stato gestionale del polo fieristico, nessun politico e nessuna istituzione abbia ancora preso posizione, commentato, criticato. Come se si trattasse di un argomento troppo delicato. Come se ci fosse qualcosa da nascondere. Sta di fatto che, a dispetto delle fatture regolarmente pagate da commercianti e associazioni di casa presso la fatiscente struttura, le bollette non sono state pagate. Tra gli ambulanti del mercatino settimanale, giovedì, è scoppiata una sorta di rivolta. Mentre la compagnia teatrale “Su la Maschera”, che usufruisce di un locale ristrutturato a proprie spese, è stata costretta a traslocare in un garage di un privato per consentire lo svolgimento regolare delle prove di una commedia prossima al debutto. Perché senza luce è impossibile lavorare.

“Nessuno – ci spiega il direttore Giuseppe Giacovelli – ci aveva avvisato. E quando ci siamo ritrovati per le prove, abbiamo avuto questa bella sorpresa”.

Giacovelli ci mostra anche le fatture pagate per il canone mensile di novembre. Nel caso di specie, si tratta di 233.05 euro. Regolarmente versati dalla compagnia, ma evidentemente, non utilizzati per pagare le bollette della luce.

“Ora – ci spiega Giacovelli – abbiamo ricevuto la fattura di dicembre. Ma questa, data la situazione, non la pagheremo”. Insomma, è davvero il caos. Di cui, noi di Telerama, eravamo stati facili profeti.

Più volte e da più parti si erano sollevati dubbi sulla qualità degli eventi, sul loro appeal sul pubblico e sulla gestione dei servizi. Emblematico il caso della pulizia dei bagni, solo lo scorso giugno trovati, dopo la denuncia di alcuni ambulanti, in uno stato di degrado e sporcizia assoluto. Questo perché, secondo la cooperativa incaricata, il servizio di pulizia era stato sospeso per il presunto e mancato pagamento di qualche fattura da parte de Le Pagode eventi, società legata allo stesso ente da un contratto di collaborazione. Solo qualche giorno fa, invece, la notizia che l’Ente Fiera aveva dato mandato ad un legale di Fasano di dare il ben servito proprio alle Pagode, accusata di morosità.

Accusa rilanciata all’ente dalla società modenese. Insomma, la situazione sembra davvero tragica. E da politica e istituzioni non arriva una sola parola. Un minimo di interesse. Un qualcosa, qualsiasi cosa, che regali l’illusione che a qualcuno, di questo polo fieristico retto, da decenni, con i soldi dei contribuenti, freghi davvero qualcosa.

C’era una volta l’Ente Fiera. Da oggi, senza neppur più luce.