Consiglio Provinciale, una chiamata di Fitto fa slittare il gruppo nel NCD

In Provincia di Lecce slitta la costituzione del gruppo del Nuovo Centrodestra, ma c'è un retroscena: la chiamata di Fitto. Si costituisce, invece, il gruppo dei Fratelli d'Italia: unico componente Giovanni Tundo. Salta la mozione sul Tap: superata dagli eventi.

Raffaele Fitto

LECCE- Si è costituito, in Provincia di Lecce, il gruppo Fratelli d’Italia, con un unico componente, l’ex centrista Giovanni Tundo: prima dell’inizio del Consiglio si è tenuta una conferenza di presentazione. Il consigliere provinciale ha stretto accordi con alcuni militanti di Galatone. Intanto, Fratelli d’Italia si prepara a sfoderare il conteso simbolo di An per le elezioni europee, dove potrebbe scendere in campo Michele Saccomanno. Si studia il modo per inserire il richiamo sotto al simbolo di dei Fratelli d’Italia. Nell’assemblea della fondazione il partito della Meloni ha avuto la meglio, mentre la mozione degli ex big di An è stata bocciata. Adriana Poli Bortone, però, non è intenzionata a darla vinta e ha spiegato che è pronta a combattere.

“Il simbolo lo useremo noi – ha detto, durante il Consiglio Provinciale, a microfoni spenti – stiamo lavorando a livello nazionale per ribadire il nostro diritto a utilizzarlo”. Non è escluso che gli ex aennini finiscano tutti in tribunale: in quel caso il simbolo alle europee non lo potrà utilizzare nessuno. 

Nel consiglio Provinciale era attesa anche la costituzione del gruppo del Nuovo Centrodestra, ma tutto è sfumato: Gianni Marra era pronto a costituirlo con Antonio Renna. Quest’ultimo, pur avendo sottoscritto l’adesione al partito di Alfano, sembra che sia stato sopraffatto dai dubbi dopo una chiamata di Raffaele Fitto. Non è trapelato nulla sul contenuto della chiamata, ma subito dopo il consigliere provinciale avrebbe chiesto a Marra di far slittare la costituzione del gruppo in provincia. Sandro Quintana, invece, non sembra avere ancora le idee chiare. In queste ore, gli ex dell’Udc e del Pdl cercano buoni posizionamenti in un panorama politico incerto e in trasformazione.

In Consiglio si discusso anche di Tap: è stata ritirata la mozione del consigliere Marra, che ritiene il gasdotto nel nord Salento il minore dei mali, se lo si lega alla riconversione della centrale di Cerano, da carbone a gas. La mozione in realtà è superara dagli eventi.