Ulivi infetti, scongiurato l’abbattimento

Gli ulivi infetti del salento non saranno sradicati. La buona notizia anticipa gli incontri che domani e dopodomani si terranno a Bruxelles. L'Ue ha accettato la proposta di non abbattimento. Si teme però per la chiusura dei vivai

ulivo secolare

LECCE- Nessun abbattimento di migliaia di ulivi nell’arco ionico. Nessuna eradicazione. Il Salento può mettersi il cuore in pace. La notizia, la più attesa e la più sofferta, arriva alla vigilia della due giorni di incontri che si terrà a Bruxelles per decidere il destino delle piante colpite dal complesso del disseccamento rapido dell’olivo.

La temuta ghigliottina non ci sarà. La Regione Puglia, infatti, ha già ricevuto il documento preliminare relativo alla decisione del Comitato fitosanitario permanente europeo. Una bozza in due versioni. E a riprova del rischio serissimo che il Salento ha corso c’è la prima stesura arrivata a Bari: l’Ue aveva già previsto la strada dell’eradicazione degli alberi. “Abbiamo contrastato questa ipotesi con i documenti scientifici che abbiamo prodotto. E abbiamo suscitato la marcia indietro”, assicura il dirigente dell’Area politiche rurali della Regione, Gabriele Papa Pagliardini.

La conferma che la via intrapresa da Bari sia quella giusta è arrivata nella seconda versione della bozza di decisione, aggiornata dalla Direzione generale salute e consumatori dell’Ue. Non c’è più traccia di sradicamento, ma vengono sostanzialmente ribadite le stesse disposizioni già indicate nel documento della giunta regionale, quelle relative alle drastiche potature, al divieto di spostare i rami verdi, alla combustione in loco delle ramaglie, alla disinfestazione dei terreni colpiti. Sono questi i contenuti del documento che sarà presentato ufficialmente nelle prossime ore al Comitato fitosanitario permanente comunitario per la ratifica. Spetta a questo l’ultima parola. Ma a Bari si tira già il sospiro di sollievo. “La modifica della prima stesura dimostra che il peso che abbiamo guadagnato all’interno degli organi europei può aiutarci. Altri stati membri, come i Paesi Bassi, si sono dimostrati aperti e condividono la nostra impostazione”, aggiunge Pagliardini.

Tuttavia, a fare da contrappeso alla buona notizia, c’è l’altra mazzata che potrebbe arrivare. Ed è quella contenuta nella proposta europea di totale embargo per i vivai. Il blocco, stando a quanto preannunciato da Bruxelles, non riguarderebbe solo le piante ospiti del batterio Xylella fastidiosa, ma tutti i vegetali. Sarebbe chiusura netta, che manderebbe a monte le attività commerciali della zona circoscritta a nord dalla strada Leverano- Porto Cesareo e a est dalla Ss 275, il passo indietro rispetto al parziale sblocco concesso dalla Regione con l’ultima determina di due settimane fa.

La trincea della battaglia si sposta, ora, su questo fronte.