Maxi truffa Mps: “La Cacciatore propone un patteggiamento a 4 anni”

Maxi truffa dei promoter Mps: la cacciatore chiede di patteggiare 4 anni di reclusione, Cavalera preferisce andare a dibattimento. Il gup deciderà a marzo

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LECCE- Ha proposto un patteggiamento a 4 anni di reclusione e 300 euro di multa Anna Cacciatore, l’ex promoter finanziaria della Banca Monte dei Paschi di Siena, accusata di aver commesso una truffa da un milione e 200mila euro ai danni dei clienti che le avevano messo in mano i propri risparmi.
Insieme con lei risponde di truffa aggravata, furto e appropriazione indebita Carlo Cavalera che invece ha chiesto di andare a dibattimento e, su decisione dei giudici del Tribunale del riesame, di recente è tornato ai domiciliari. Con i suoi avvocati Angelo Pallara e Biagio Palumbo, ha chiesto una riqualificazione dei fatti, sulla scorta di quanto sostenuto dal primo riesame, che aveva derubricato le accuse in truffa messa a segno tramite una serie di falsi.

Su entrambe le posizioni dovrà decidere il giudice Cinzia Vergine, davanti alla quale si è svolta, nelle scorse ore, l’udienza preliminare.

Il gup ha escluso la costituzione come parte civile nel processo dei genitori e delle due zie della cacciatore, tra le vittime della truffa. Accettato la costituzione di tutti gli altri clienti della promotrice raggirati, che hanno tempo, fino al 18 marzo prossimo, di chiedere la costituzione della banca Monte dei Paschi di Siena, come responsabile civile.

In quella sede il gup deciderà se accogliere o meno il patteggiamento proposto dalla difesa, l’avvocato Francesca Conte e sulla posizione di Cavalera.

La vicenda ebbe inizio nell’autunno di due anni fa, quando la 35enne avrebbe spacciato Carlo Cavalera per il responsabile dell’Ufficio prodotti dell’istituto di credito toscano trattandolo, davanti ai potenziali investitori, come fosse il suo coordinatore. In questo modo, i clienti erano convinti a versare ingenti somme di denaro, con la promessa di ricavi assicurati. Ma quel denaro, anziché essere investito, veniva invece trattenuto. Tutto venne fuori quando l’ex promoter tentò il suicidio e agli investigatori che la rintracciarono raccontò di essere pentita dei contanti sottratti alle vittime del raggiro.