Tares alle chiese, il commissario: “Nessuna agevolazione per favorire i cittadini”

Tares alle chiese di Francavilla, dopo il vespaio di polemiche e critiche, il commissario Iaculli motiva: “nessuna agevolazione al clero per favorire i cittadini”. E il Movimento 5 stelle Chiede al comune rinvii ed esenzioni per le famiglie.

francavilla Chiesa Madre

FRANCAVILLA- Tares alle chiese, non c’è più religione. Ma, soprattutto, non ci sono più agevolazioni per il clero. E il motivo, messo nero su bianco dal Commissario Straordinario del Comune di Francavilla Fontana, è che non si vuole pesare ulteriormente sulle famiglie, già messe in ginocchio.

Se la notizia di far pagare la tassa sulla spazzatura alle tante Chiese della Città degli Imperiali ha creato un vespaio di critiche e contestazioni, l’amministrazione Comunale ha voluto motivare una decisone che, parafando l’arciprete don Alfonso Bentivoglio, andrà pure contro la storia di un centro legato a doppio filo con la religione e la fede, ma deve essere letto anche con la volontà, da parte della Iaculli, di non caricare ulteriormente di costi le famiglie e le attività commerciali. Insomma, un opera di carità. Carità atea, ma pur sempre carità.

“Ai sensi del D.L. 102 del 31 agosto 2013, convertito con legge 124 del 29 ottobre 2013, va rappresentato che il peso delle agevolazioni,che il Comune potrebbe facoltativamente riconoscere nell’esercizio del proprio potere regolamentare – scrive il Commissario – andrebbe caricato su tutti gli altri contribuenti Tares. Infatti, il Comune potrebbe finanziare tali agevolazioni con risorse proprie, qualora disponibili, nel limite comunque non superabile ai sensi della normativa vigente del 7% del costo complessivo del servizio.

Rammentate le notevoli difficoltà in cui versano i bilanci pubblici, la scelta da operarsi sarebbe quindi quella di “spalmare” sugli altri contribuenti la spesa necessaria per finanziare le pretese agevolazioni.

Ciò premesso, non è intendimento di questa Amministrazione- si legge sul sito del Comune – riconoscere agevolazione caricando la relativa spesa sugli altri contribuenti (famiglie e attività produttive), già in ginocchio per l’aumento continuo della pressione fiscale e per le difficoltà legate alla perdurante crisi economica”.

Queste le motivazioni ufficiali. Ma se il Clero piange, i laici non ridono. Anzi. Perché, nonostante la tassazione alle chiese, sono in tanti, a Francavilla, a ritenere gli importi delle cartelle in arrivo in questi giorni veri e propri salassi.

Il Movimento 5 stelle di Francavilla Fontana, per voce degli attivisti Fabio Cristofaro e Sabatino Pasqua, ha proposto al Comune il rinvio al 2014 della terza rata della Tares attraverso l’introduzione di nuovi parametri per l’ottenimento di agevolazioni, riduzioni ed esenzioni. Il tutto, in base al reddito famigliare. Il tutto, partendo da un concetto tutto sommato condivisibile. A chi non ha soldi per mantenere la propria famiglia, non è possibile chiedere soldi che, appunto, quella famiglia non ha. Ma se l’ente richiedente, in questo caso il Comune, non ha soldi neppure lui, ci si trova davanti al classico cane che si morde la coda. O, se si preferisce, ad un’Italia al collasso economico e a famiglie disperate.