Stangata Ecotassa, partiti nel caos. Vendola convoca i “suoi”

Quella che comincia domani sarà una settimana decisiva per il destino dell'ecotassa sui rifiuti. I partiti sono divisi. Vendola convoca la maggioranza per blindare l'entrata in vigore del balzello previsto per il primo gennaio.

Nichi Vendola

BARI- Da un lato i virtuosi brindisini che spingono affinché l’ecotassa diventi legge nei tempi previsti, così da incassare la premialità loro spettante.

Dall’altro i Comuni rimasti indietro che alla soglia del 60% di differenziata non potrebbero arrivare di certo nel giro di poche settimane, che spingono perché l’ecotassa slitti di un altro anno. Di mezzo i partiti di Via Capruzzi tormentati dal pressing dei sindaci da un lato e dall’aut aut del presidente della Regione Vendola che di proroghe non vuole sentire parlare, dall’altro.

Ancora una volta, dicembre consegna il dramma ecotassa. Per il terzo anno, infatti, i dati di raccolta differenziata sono fermi al palo per la stragrande maggioranza dei Comuni, con le responsabilità che  si rimpallano tra Regione e Amministrazioni senza che le percentuali si spostino di un po’.

Fatto sta che la settimana che sta per cominciare è annunciata come incandescente. Da giovedì e per i successivi tre giorni, il Consiglio regionale sarà convocato per dare il via libera al Bilancio ed è in quella sede che si potrà confermare o modificare l’entrata in vigore del balzello.

L’opposizione cavalca il fronte del no che si leva dai Sindaci, mentre la maggioranza è spaccata.

E non se ne fa nemmeno una questione di partiti. I consiglieri regionali procedono in ordine sparso tanto che le singole posizioni degli eletti lasciano intravedere una soluzione difficile da trovare e per questo molto sofferta.

Il problema si riproporrà non solo nelle Commissioni che dovranno esaminare gli emendamenti tra cui il rinvio annunciato da Saverio Congedo, Forza Italia e sostenuto dal centrodestra ricompattato per l’occasione, ma soprattutto nel vertice di maggioranza di martedì durante il quale Vendola rinsalderà le fila richiamando all’ordine chi si era detto favorevole al rinvio. Romano, capogruppo Pd sbarra la strada al rinvio ma chiede di non pesare sui cittadini nei Comuni viziosi, Amati Pd spinge per il rinvio e un esame di coscienza generale, Blasi che chiede prima la chiusura del ciclo dei rifiuti e poi l’entrata in vigore dell’ecotassa.

Di mezzo Negro, Udc, che propone l’entrata in vigore dell’ecotassa ma con una tassazione graduale evitando così ricadute traumatiche.

Il quadro per le tre città capoluogo del Salento è chiaro: Lecce passerò da 368 mila euro pagati nel 2012 a 1 milione 267 mila euro da sborsare per il 2013, Taranto da 769 mila euro passerà a 2 milioni 564 mila euro e Brindisi 230.700 euro passerà a 663 mila euro.

Cifre che ricadranno inevitabilmente sui cittadini.