Scandalo ossigenoterapia: rischiano il processo 4 medici

Scandalo ossigenoterapia: avrebbero percepito denaro e altra utilità per prescrivere attrezzature e ossigeno liquido pur non essendo necessari. rischiano il processo 4 medici

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LECCE- È stato chiesto il rinvio a giudizio per quattro medici della Asl di Lecce, indagati nell’ambito dell’inchiesta relativa alla ossigenoterapia e all’acquisto di ventilatori, scandalo che ha travolto le asl di Bari, foggia, andria, Frosinone, l’Umberto I di Roma, il Policlinico di Bari e,appunto, la Asl di Lecce.

Il provvedimento del pm Clarissa Catella, sostituto procuratore presso la Procura di Bari, riguarda 43 persone, tra cui i responsabili delle società Messer Italia e Messer Medical srl e 4 camici bianchi salentini: Francesco Mosticchio, primario presso il reparto di Anestesia e Rianimazione di Casarano-Gallipoli, Luciano Mandurino, primario della Pneumologia dì Gallipoli, Lidorata Ferramosca, medico specialista presso l’ambulatorio di pneumologia di Poggiardo, e Domenico Toraldo, medico specialista di pneumologia presso l’ex Galateo di San Cesario. Sono accusati, a vario titolo, dì associazione a delinquere finalizzata alla corruzione per atti d’ufficio e truffa aggravata. Fino al novembre 2009, secondo il pm, avrebbero percepito denaro e altra utilità per prescrivere attrezzature e ossigeno liquido pur non essendo necessari per i pazienti.

Dura la posizione della Asl di Lecce: “Si tratta di capi di imputazione gravi-commenta il direttore generale Valdo Mellone-. Pur conservando il massimo garantismo e il rispetto per i diritti degli indagati, riteniamo vi siano sufficienti elementi per rinviare gli atti alla Commissione disciplinare per l’eventuale adozione di provvedimenti già maturi e per verticalizzare le operazioni amministrative connesse alla ventiloterapia e alla somministrazione di ossigeno liquido in capo a un solo soggetto che agisca con pieni poteri. Altri provvedimenti saranno presi se e quando il gup deciderà di accogliere la richiesta di rinvio a giudizio”. In quel caso si paventa anche l’eventuale sospensione dal lavoro.