“No al sansificio”: il Consiglio delibera, la società annuncia ricorsi

Il comune di Trepuzzi decide di revocare l'iter per il sansificio, che aveva già autorizzato. La società annuncia azione legale.

trepuzzi comune

TREPUZZI- Tanto rumore, alla fine, pare essere servito. Il Comune di Trepuzzi fa marcia indietro sul sansificio della discordia. In mattinata il consiglio comunale ha deciso di annullare la delibera con cui nel 2008 aveva sostanzialmente approvato il progetto. Lo ha fatto dopo le proteste che per tutta l’estate sono andate avanti, portate avanti dalla popolazione e dai gruppi di minoranza. Lo ha fatto, nonostante la società, la Calor System, abbia già fatto sapere, tramite il suo legale Ernesto Sticchi Damiani, di intraprendere azioni legali.

Andiamo con ordine. Nel 2007, la società decide di presentare un progetto che chiama di “delocalizzazione “ dell’impianto, che dal centro cittadino dovrebbe spostarsi in contrada bonavoglia sgobitello, alla periferia del paese, in zona agricola sì, ma, in realtà, a pochi passi dalle abitazioni. Ciononostante, già nel 2008, il consiglio comunale approva la variante di progetto, che rimane nel cassetto per cinque anni. il 20 giugno scorso, Comune e società sottoscrivono la convenzione per l’attuazione.

E da lì, apriti cielo. Il caso viene svelato in commissione consiliare da VITO LEONE, CAPOGRUPPO di” FRONTE COMUNE “, a cui si unisce l’altro gruppo di minoranza, guidato da ERNESTO LEGANZA. Nel frattempo, prende posizione anche la cittadinanza, con un secco no all’opera, per la quale tra l’altro non è stata prevista valutazione di impatto ambientale. Il sindaco Oronzo Valzano inizialmente dice di non aver saputo come si erano mossi gli uffici, era rimasto all’oscuro. Poi si schiera anche a lui con il fronte del no. Tanto che, ad ottobre, la giunta comunica l’avvio della procedura di revoca del progetto.

Le motivazioni, in realtà, sono quelle note da sempre: vicinanza alle abitazioni, a ulivi secolari e querceti, una sensibilità che nel frattempo è mutata. Le proteste e la dilatazione dei tempi da parte della società hanno imposto- è scritto nella delibera- una nuova valutazione dell’interesse pubblico, anche perchè “ la decisione del 2008 era legata al fatto di voler dare continuità imprenditoriale” ad un’attività che però la società ha deciso autonomamente poi di interrompere.
Dunque, la virata, votata dalla maggioranza, con l’astensione dei consiglieri dell’opposizione, “perchè- spiegano- già nel 2008 è stato espresso voto contrario e non siamo stati mai presi in considerazione”.

Pesa, però, in tutto questo pasticcio, l’annuncio della società, annuncio che apre uno scenario altrettanto pesante: l’attivazione a tutti i livelli di iniziative giudiziali. Lo spettro di un risarcimento sostanzioso e di ricorsi al tribunale amministrativo sarà la nuova trincea.