I costituzionalisti bocciano il ddl Del Rio e puntano sulla riforma costituzionale

I costituzionalisti hanno messo in luce tutte le falle del ddl svuotaprovince. In particolare, è stato criticato l'impianto di fondo della riforma, che vorrebbe modificare il disegno territoriale italiano prima di procedere alle necessarie riforme istituzionali.

Professor Pierluigi Portaluri

ROMA- Ancora una volta autorevoli costituzionalisti hanno messo in luce tutte le falle del ddl svuotaprovince in occasione del seminario organizzato da Federalismi.it a cui ha partecipato l’urbanista salenti, prof. Pierluigi Portaluri.

In particolare, è stato criticato l’impianto di fondo della riforma, che vorrebbe modificare il disegno territoriale italiano prima di procedere alle necessarie riforme istituzionali: modificare l’assetto dei comuni e delle province prima di modificare l’intero sistema delle regioni e delle autonomie locali è risultato un oggettivo controsenso, privo di giustificazione logica e giuridica, oltre che funzionale. In questo senso, particolare apprezzamento è stato rivolto alla proposta di riforma formulata dalla Società geografica italiana, che prevede un aumento del numero delle regioni insieme con una diminuzione della loro estensione territoriale, al fine di essere più vicine – come amministrazioni di media prossimità – alle esigenze di ogni cittadino.

Molto criticata è stata anche l’importanza che il ddl Del Rio attribuisce alle città metropolitane: molte delle quali sono
assolutamente priva di una ragion d’essere.

Il problema è aggravato da quello che sta accadendo nella discussione alla Camera, dove è stato approvato un emendamento che aumenta il numero delle città metropolitane. La loro presenza rischia infatti di aumentare gli squilibri e il divario economico nelle regioni – come la Puglia – in cui vi dovrebbe essere l’istituzione di una città metropolitana (Bari) cui non corrisponde una conurbazione – cioè una distesa continua di territorio urbanizzato anche oltre i confini del comune capoluogo – che ne giustifichi l’esistenza.

Da ultimo, il seminario ha evidenziato che il ddl promette ciò che non mantiene: l’abolizione delle Province, infatti, non si avrà, poiché la legge costituzionale – abbinata al ddl Del Rio – che ne prevedeva la soppressione, è misteriosamente ferma alla Camera.