No alle trivellazioni nello Ionio, la Jonian Dolphin: “Difendere i delfini di Taras”

Un progetto scientifico per dimostrare le conseguenze devastanti delle trivellazioni nello ionio sul mare e sui delfini. La Jonian Dolphin Conservation: "Si prevedono danni gravissimi sui cetacei"

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TARANTO- No alle trivellazioni nel mar ionio. È un no giunto più volte e da più voci di associazioni ambientaliste, movimenti culturali e fazioni politiche. Ma questa volta il no arriva dalla Jonian Dolphin Conservation, questa mattina al comune di Taranto per incontrare sindaco ed assessori con alla mano un importante documento.

Un progetto il cui titolo la dice lunga su quelle che sarebbero le conseguenze devastanti per il mare di Taranto: “Possibili effetti sui cetacei derivanti dalle attività di prospezione geologica per la ricerca di idrocarburi in mare e delle eventuali successive fasi di trivellazione”. Si tratta di un elaborato scientifico firmato dagli esperti dell associazione, al lavoro da ben 4 anni impegnati a studiare i cetacei presenti nello Jonio, mammiferi marini dei quali i tecnici della Jonian Dolphin hanno documentato la presenza di colonie stanziali nel Golfo di Taranto.

Il delfino, oltre ad essere un animale assolutamente da tutelare, è storicamente il simbolo del capoluogo ionico diventata anche attrazione turistica. Da qui l’impegno dell associazione con questo progetto, volto alla sensibilizzazione della cittadinanza sugli effetti sui cetacei di eventuali attività di ricerca di idrocarburi e trivellazione in mare.

“È uno studio elaborato sulla base della ampia “letteratura scientifica” prodotta a livello mondiale da prestigiosi Istituti di ricerca, spiega il presidente dell associazione Carmelo Fanizza – analizzando gli effetti che potrebbero avere sui cetacei presenti nel Mar Jonio eventuali attività di ricerca di idrocarburi in mare, in particolare con tecnologie basate sulla emissione di onde acustiche ad elevata energia in grado di creare danni irreversibili agli apparati uditivi dei cetacei presenti in zona, anche a decine di chilometri, arrivando anche a provocarne il decesso”.

Intanto purtroppo sulla faccenda l’interesse è grande. Sono gia una decina infatti le aziende petrolifere cui lo ionio fa gola. Dieci predatori del mare che potrebbero esere autorizzati alla ricerca di idrocarburi da realizzarsi in un’ampia area del Mar Jonio settentrionale che, con una superficie totale di 5.041 chilometri quadrati, interessa il litorale di sessanta comuni di tre regioni: Puglia, Basilicata e Calabria.