Concorrenza sleale al porto: assolti i Riva

Il giudice del tribunale di Taranto , Fulvia Misserini, ha assolto, per chè il fatto non sussiste, i Riva dall'accusa di concorrenza sleale al porto di Taranto. Il Pm aveva chiesto 4 anni di carcere

Fabio Riva

TARANTO- Il fatto non sussiste. E’ la formula con la quale oggi il Tribunale di Taranto – presidente Fulvia Misserini – ha assolto dall’accusa di concorrenza sleale e illecito regime di monopolio 14 imputati, tra cui gli attuali proprietari dell’Ilva Emilio, Fabio e Nicola Riva.

Nell’udienza della scorsa settimana il pm Giovanna Cannalire aveva invece chiesto 4 anni e 6 mesi di reclusione per i Riva. Emilio in qualità di presidente, e i figli Fabio e Claudio in qualità di vice presidente e consigliere delegato dell’Ilva. Quattordici in tutto gli imputati del processo che è cominciato nel 2003 a seguito della denuncia presentata da una compagnia marittima di Taranto, denuncia alla quale ne sono seguite altre quattro. Le parti civili avevano chiesto un risarcimento danni di 30 milioni di euro.

Secondo il pm, gli imputati avrebbero sostenuto falsamente che l’llva fosse titolare di un terminal di scarico privato presso il porto di Taranto dove potevano operare solo Anchor Shipping e la Navalsud. Le stesse agenzie avrebbero poi praticato prezzi inferiori a quelli stabiliti dalle tariffe previste dalla legge per prestazioni raccomandatarie marittime. La Guardia di Finanza ha accertato che, negli anni 2000-2004, la Anchor e la Navalsud, a fronte di 3.255 navi approdate presso il terminal Ilva, hanno curato 2.941 navi, corrispondenti ad una percentuale complessiva del 90,35%: il 77,57 la Anchor ed il 12,78 la Navalsud, percentuale arrivata al 100% nel 2012.