Banda del bancomat, nuovo arresto per i 5 nell’Operazione “Grisù”

Dopo l'arresto in flagranza di reato a Monteiasi lo scorso Agosto, arriva anche l'ordinanza di custodia cautelare per i 5 componenti della banda del bancomat, accusati di altri 4 colpi messi a segno tra le provincie di Brindisi – Taranto e Lecce.

Bancomat

BRINDISI- Dopo l’arresto in flagranza di reato avvenuto lo scorso agosto, per i 5 della banda del bancomat arriva anche l’ordinanza di custodia cautelare che accerterebbe, tra indagini e riscontri, il loro zampino in quasi tutti i colpi messi a segno nel corso del 2013 a suon di sportelli automatici saltati in aria. 

Per alcuni di loro, quelli finiti ai domiciliari solo lo scorso lunedì, la notifica della nuova misura cautelare in carcere è stata consegnata presso le loro abitazioni. Per gli altri due, presso il carcere di Taranto, dove già erano e dove, quindi, almeno per il momento.

Nuovo arresto per il brindisino 34enne Gianluca Giosa, per il 40enne Pietro Leone di Vilal Castelli e per i cegliesi Oronzo D’Urso, 33 anni, Francesco Barnaba, 37 anni e Cosimo De Rinaldis, 30 anni.

Sono sempre loro, i 5 componenti della banda del bancomat, destinatari del provvedimento emesso dalla Procura di Brindisi e firmato dal gip per le indagini preliminari Giuseppe Licci che ha accolto, quindi, le richieste formulate dal pubblico ministero Marco d’Agostino.

Le ipotesi di reato in capo alla banda sono quelle di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio, furto consumato e tentato aggravato, porto e detenzione illegale di materiale esplodente e di armi comuni da sparo. L’operazione,materiali esecutori i carabinieri del comando provinciale, è stata denominata Grisù.

Come il piccolo drago – pompiere protagonista di un cartone animato per bambini. Come, soprattutto, un gas combustibile inodore e incolore, costituito prevalentemente da una miscela di metano o di altri idrocarburi omologhi e quantità variabili di anidride carbonica, ossigeno e azoto. Una miscela esplosiva, come quella utilizzata dalla banda arrestata l’8 agosto, in flagranza di reato e ripresa da una telecamera dei carabinieri proprio durante il tentativo, l’ennesimo, di far saltare il bancomat della filiale del Monte Paschi di Siena di Monteiasi. Dopo l’arresto, avevano confessato alcuni colpi. La paternità di altri 4, tra Brindisi, Taranto e Lecce, sarebbe invece stata accertata dagli inquirenti prprio nell’ambito di questa ultima operazione. All’appello, di colpi messi a segno, ne manca ancora qualcuno. Ma gli investigatori sono certi di poter fare luce sulla vicenda, probabilmente ancora più complessa di quanto al momento appaia, nella sua totalità.