Ex Lsu ancora sul piede di guerra: Provveditorato occupato

Tornano sul piede di guerra i lavoratori addetti alle pulizie delle scuole, a rischio dimezzamento di stipendio. Stamattina hanno occupato l'ufficio scolastico regionale.

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LECCE- Vogliono mantenere alta l’attenzione e soprattutto chiedono chiarezza su quello che accadrà a breve. Sono gli ex Lsu, i lavori addetti alle pulizie nelle scuole. Prima della grande manifestazione nazionale prevista per giovedì, a Lecce sono tornati ad occupare l’ufficio scolastico provinciale in via Cicolella. Di fronte al mancato accordo al ministero, e alla notizia che stanno per ricevere le lettere di licenziamento individuali, i lavoratori vogliono ribadire che proprio non ci stanno. La tedesca Dussman prenderà in mano la gestione del servizio dal 2014, aggiudicandosi la gara al ribasso e loro vanno incontro alla diminuzione delle ore di lavoro con conseguente dimezzamento degli stipendi che, da 800 euro, passerebbero a 400 o anche meno.

A fine novembre, gli 828 ex Lsu della provincia di Lecce hanno dato vita ad una sorta di “protesta itinerante”: alla notizia del rinvio “per problemi istituzionali” del tavolo barese fissato per il 29, i lavoratori hanno reagito con un presidio davanti all’ufficio scolastico provinciale di lecce e poi bloccando l’ingresso in città dalla Maglie-Lecce.

Poi hanno invaso Palazzo Carafa durante il consiglio comunale. Ed è lì che alcuni di loro hanno passato la notte per poi spostarsi, al mattino, nell’Istituto Commerciale Costa. Una delegazione ha poi incontrato il presidente della provincia Antonio Gabellone il quale è riuscito ad ottenere dalla regione la convocazione del tavolo per il giorno dopo. È seguito un altro tavolo a Bari, il 6 dicembre, alla presenza dei parlamentari salentini e l’On. Pd Teresa Bellanova ha poi presentato un emendamento in commissione per chiedere la cancellazione dell’articolo 58 del “decreto del fare”, a causa del quale sono previsti i tagli nel pagamento del servizio di pulizia delle scuole. I lavoratori sanno che ora, per ottenere qualcosa, bisogna fare pressione su Roma.