Pd, il giallo dei doppi circoli. Blasi: “Sono fuori legge”

Nel Pd, a poche ore dalle primarie, scoppia una nuovo giallo. “Sono nati due circoli senza il rispetto delle procedure”, denunciano alcuni segretario di circolo. Per Piconese è tutto in regola. “Sono fuori legge!”- tuona Sergio Blasi

Sergio Blasi

LECCE- Anche per le primarie nazionali i democratici non si fanno mancare la solita razione di polemiche, sospetti e piccoli gialli, come quello della “moltiplicazione dei circoli”. “Noi dobbiamo aprire i circoli: più seggi ci sono e meglio è, perché aumenterà l’affluenza per le primarie. Non c’è stata alcuna irregolarità”.

Nessun problema per il segretario provinciale Pd, Salvatore Piconese: eppure, ad Alessano e Bagnolo, i segretari cittadini parlano di gravi violazioni dello statuto e di tentativi di inquinare il voto delle primarie. A Bagnolo è stato rimpiazzato il segretario cittadino, Romolo Chiriatti, a sua insaputa, ma per Piconese non c’è nessun problema, visto che lì non si svolgeva da 4 anni il congresso cittadino. Il guaio è che il congresso si è svolto in un’abitazione privata, senza che fossero avvertiti tutti i soggetti interessati.

Ad Alessano, invece, Francesca Torsello ha denunciato la nascita di un nuovo circolo, nella frazione di Montesardo, senza che siano state rispettate le regole dello statuto Pd, che prevedono la nascita dei circoli attraverso il voto di due terzi dell’assemblea cittadina e poi l’approvazione di quella provinciale. Lo strano caso della moltiplicazione dei circoli adesso è al vaglio della commissione regionale, ma è l’ennesimo episodio destinato a incendiare il clima, a poche ore dalle primarie.

“E’ fuori legge l’iniziativa presa a Bagnolo e ad Alessano – tuona Sergio Blasi – il partito ha delle regole chiare che non sono state rispettate. Si tratta di un episodio grave su cui deve fare luce la Commissione regionale per il congresso”. In questo clima si andrà al voto per scegliere uno tra i tre candidati alla segreteria nazionale, Cùperlo, Renzi o Civati: sulle schede ci saranno solo i loro nomi, ma votandoli si sceglierà anche la lista collegata dei candidati all’Assemblea nazionale (organismo composto da centinaia di dirigenti, che acclama il segretario). Se nessuno dei candidati supera il 50 per cento dei voti, sarà l’Assemblea a scegliere al ballottaggio tra i due candidati che saranno meglio piazzati durante le primarie.

Renzi è il favorito anche il Puglia, ma a Lecce sarà difficile espugnare la roccaforte dalemiana, anche se i cuperliani si presentano divisi e Rampino ha annunciato il suo disimpegno. Il Pd si prepara alla svolta: è cominciata la corsa per portare più gente possibile al voto. Nel Salento non sono esclusi colpi di scena.