Caos Imu, il Codacons: “I cittadini pagheranno la tassa sull’incertezza”

I cittadini pagheranno le incertezze e il caos che il governo ha generato sull'imu. Il Codacons di Lecce che ha raccolto le lamentele dei consumatori: chiede certezze e ritiene illegittima la scadenza del 16 gennaio.

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LECCE- Il polso della situazione il Codacons ce l’ha e in questi giorni ha anche raccolto il grido d’allarme lanciato dai caf. L’associazione dei consumatori di Lecce definisce un caos la scadenza Imu, con calcoli troppo complicati tra nuove aliquote, acconti e differenze, e con una scadenza, il 16 gennaio, illegale.
Come già dimostrano numerose sentenze della Cassazione e come stabilito da una delle leggi più violate d’Italia, lo Statuto del contribuente, gli errori scusabili non sono punibili e certo il calcolo sulla seconda rata Imu relativa alla prima casa è diventato un rebus indecifrabile, in piena violazione del principio di correttezza, collaborazione e buona fede che dovrebbe esserci tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria.

Al cittadino, insomma, non può essere fatta pagare anche la tassa sull’incertezza normativa e sulla sua complicazione. Per questo il Codacons chiede che, per una volta, si inverta la procedura e che siano i comuni a dire al cittadino quanto e se deve pagare, non viceversa. Esattamente come avviene già per le tasse sui rifiuti e come avveniva ai tempi dell’Ici.

Inoltre deve essere spostata da data di scadenza del 16 gennaio 2014 entro la quale il contribuente deve pagare l’Imu, dato che è una lampante violazione dell’art. 3 della Legge n. 212/2000, secondo il quale “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore”. Considerato che il decreto legge sull’Imu è del 30 novembre, qualunque data prima del 30 gennaio 2014 è illegittima. Peraltro, dato che i comuni hanno tempo fino al 9 dicembre per pubblicare le delibere delle aliquote Imu, i 60 giorni devono scattare da quella data. A questo si aggiunga che anche la logica ed il buon senso richiederebbero uno slittamento di alcuni mesi considerato il giusto grido d’allarme lanciato dai Caf e viste le obiettive condizioni di incertezza su chi deve pagare e quanto.

Una confusione confermata anche dall’assessore al bilancio del comune di lecce attilio monosi che da una sola certezza: il comune non ha aumentato le aliquote, quindi niente seconda rata per la prima casa, cosa che non è avvenuta in diversi comuni della provincia di Lecce.