Qualità della vita Salento, Pagliaro: “In basso alla classifica, riforma regionalismo è soluzione”

Pagliaro commenta la classifica del Sole 24Ore sulla qualità della vita delle città italiane, in cui Brindisi, Lecce e Taranto non sono riuscite ad aggiudicarsi una posizione sopra il novantesimo posto. Per il Presidente del MRS la soluzione è la riforma del neo regionalismo.

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LECCE- “Il nostro Salento è ormai, grazie alla sua bellezza, una delle mete più gettonate d’Europa per il turismo. Eppure, nella classifica della qualità della vita, Brindisi, Lecce e Taranto non sono riuscite ad aggiudicarsi una posizione sopra il novantesimo posto”. Così il presidente del MRS Paolo Pagliaro, commentando la classifica del Sole 24Ore sulla qualità della vita delle città italiane.

Se per Taranto riusciamo, con grande amarezza, ad individuare subito la causa che la fa scivolare agli ultimi posti, l’Ilva; per Brindisi e Lecce i dati diffusi impongono un’attenta riflessione”, prosegue. “Stiamo parlando di due città splendide con potenzialità turistiche elevatissime. Lecce, in particolare, è una culla culturale e storica della nostra tradizione di raffinato spessore, che vanta anche un’amministrazione virtuosa e puntuale nelle risposte alla cittadinanza. Tuttavia, è evidente che esista un problema di sistema che si infiamma in un periodo di recessione prolungata come questo, specie al Sud.

I Comuni fanno fatica a far quadrare i conti e i servizi pubblici sono al di sotto delle aspettative comuni in un Paese dell’Europa moderna. La questione, per quanto mi riguarda, è strutturale e, ahimè, continuo a sostenere che una soluzione ci sarebbe ed è sotto gli occhi di tutti: la riforma del neo regionalismo.

La nostra proposta non vuole avere un fine scissionista, come i faziosi difensori dei poltronifici sostengono nel tentativo di ridurne il significato vero. La nostra proposta vorrebbe dei Comuni in grado di soddisfare l’autentica aspettativa dei cittadini, che non è non pagare le tasse, quanto vedere servizi adeguati a quanto viene sborsato. È naturale che in uno Stato con Regioni sprecone, che spesso rasentano l’amoralità (o l’illegalità), ci siano conseguenze che ricadono sul primo front office istituzionale, l’ente Comune.

Con la proposta della Società Geografica italiana invece, ci sarebbe un taglio secco non solo alle Province, ma a tutta la galassia di enti inutili e pratiche amministrative che lasciano varchi troppo ampi a chi vuole corrodere il patrimonio pubblico con dolo. Appoggiare la proposta di riforma vuol dire dare finalmente ai contribuenti tartassati uno Stato, Regioni e Comuni forti e autonomi, e servizi adeguati al livello di contribuzione pubblica. Solo così potremo sperare di vedere le nostre belle Lecce, Taranto e Brindisi in posti più lusinghieri di questa classifica. I cittadini devono saperlo –conclude Pagliaro- così come è giusto che sappiano che la proposta è rivoluzionaria e questo cambiamento è la vecchia politica ad impedirlo” .