Primarie Sel, gli indagati salgono a quota 26

Salgono a quota 26 gli indagati iscritti nel fascicolo aperto dalla Procura di Brindisi, che continua ad indagare sulle presunte irregolarità di voto nelle primarie per la scelta dei candidati al Parlamento di Sel perle politiche dello scorso febbraio. L’inchiesta partì dall’esposto di un candidato.

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BRINDISI- Salgono a quota 26 gli indagati iscritti nel fascicolo aperto dalla Procura di Brindisi, che continua ad indagare sulle presunte irregolarità di voto nelle primarie per la scelta dei candidati al Parlamento di Sel. Titolare del fascicolo, partito da un esposto di uno dei candidati di SEL, è il Procuratore Aggiunto Nicolangelo Ghizzardi che ha delegato la DIGOS di procedere con l’attività investigativa.

Nei mesi scorsi, sono state ascoltate diverse persone che risultano incluse negli elenchi dei votanti nei comuni nei quali, secondo l’esposto presentato dal candidato Franco Colizzi, sarebbero emerse anomalie. Colizzi aveva presentato il proprio resoconto dei fatti dapprima ai vertici pugliesi di Sinistra Ecologia e Libertà, per poi girarlo anche alla Procura della Repubblica. Chiedeva una “verifica puntuale degli elenchi di votazione controfirmati dagli elettori” e la valutazione di eventuali “errori, omissioni o alterazioni”.

Il riferimento, in particolare, era al risultato conseguito dal Consigliere regionale Toni Matarrelli, il più votato in provincia di Brindisi, secondo in tutta la Puglia  – tra gli uomini –  con 4.656 preferenze. Colizzi rilevava “gravi incongruità e rilevanti anomalie sia rispetto al numero complessivo degli effettivi votanti che rispetto al numero di preferenze conseguite nei Comuni di Oria, Francavilla Fontana, Mesagne e Torre Santa Susanna”.

Da lì, erano partite le indagini degli inquirenti, con l’inserimento nel fascicolo di 5 persone. Nelle scorse ore, sono quindi partiti 21 nuovi avvisi di garanzia che, secondo le voci, riguarderebbe diversi scrutatori quel giorno impegnati nelle operazioni di voto.