D’Agata: “Lecce città delle multe. Scarsa tolleranza dei novelli sceriffi, clima intollerabile”

Lecce città delle multe. La scarsa tolleranza dei novelli sceriffi stanno rendendo il clima sulle strade intollerabile

PATENTE A PUNTI

LECCE- “La città che risulta candidata finalista a “Capitale Europea della Cultura per il 2019” si dimostra invece capitale delle multe. A dimostrarlo non solo gli introiti rivenienti dalle sanzioni pecuniarie al codice della Strada, dai parcheggi a pagamento, dai ricorsi innanzi all’autorità amministrativa ed al giudice di Pace, ma questa volta l’ennesimo episodio di cronaca evidenzia il nervosismo e probabilmente la pressione cui sono sottoposti agenti della polizia municipale ed ausiliari del traffico”, afferma Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti.
La vicenda che ha visto coinvolto l’editore Paolo Pagliaro ed un parcheggiatore della municipalizzata del Comune “Sgm” al di là del merito della questione, la dice tutta sul clima che si vive in città in materia di multe, aree di sosta a pagamento e rapporto tra cittadini e amministrazione comunale.

Perché ciò che emerge ancora una volta e ciò che viene segnalato quotidianamente attraverso le denunce dei cittadini che si rivolgono allo “Sportello dei Diritti” per proporre ricorso o semplicemente segnalare cosa gli è capitato, magari per aver tardato qualche minuto per andare a pagare il ticket del parcheggio o per aver lasciato per solamente qualche istante l’autovettura in posizione non propriamente in regola, è comunque la scarsa “tolleranza” di chi dovrebbe essere impegnato principalmente a garantire la sicurezza stradale o limitarsi a verificare il pagamento del “grattino”.

Tutto ciò in un comune dove ancora non esiste un “Piano traffico” compiuto che non garantisce un traffico scorrevole ed aree adeguatamente servite dai mezzi pubblici dove poter parcheggiare senza la mannaia del “grattino” che scade.  Il problema principale, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è che la situazione sta degenerando ed episodi come quello apparso sulle cronache sono la punta di un iceberg che dimostra ancora una volta che il sistema delle sanzioni amministrative pecuniarie da quando viene utilizzato per rimpinguare le casse comunali a livello pressoché generale e da parte di quasi tutti gli enti territoriali, piuttosto che in funzione preventiva, come dovrebbe, costringendo le amministrazioni a prevedere nei propri bilanci una quota d’introiti provenienti da questi balzelli quasi obbligata, costringe di fatto chi è adibito ai controlli ad essere pressato per il raggiungimento di obiettivi di bilancio più che di sicurezza.

Ed allora, non bisogna dare la colpa esclusivamente all’educazione stradale dei fruitori della pubblica via ed in particolare a noi leccesi, ma -conclude D’Agata- bisogna cambiare sistema perché non si registri alcun episodio che sia degno delle cronache.