Rifiuti tombati, pochi parlamentari presenti: “La Dda sapeva”

La Commissione Ambiente del Consiglio regionale convoca i parlamentari che audirono l'ex boss dei Casalesi Schiavone. Ma si presentano solo in due. E dicono: "Facemmo sopralluoghi in Puglia e le carte le inviammo al Direzione Nazionale Antimafia"

consiglio regionale pugliese

BARI- La Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti dopo aver ascoltato le dichiarazioni dell’ex boss dei Casalesi sul tombamento dei rifiuti, effettuò dei sopralluoghi tra la Puglia e la Campania, in prossimità delle zone indicate dal pentito. L’esito? Non è dato saperlo. Gli allora parlamentari Giuseppe Specchia e Lucio Marengo, non ricordano come finì.  Il verbale di quella seduta, però, e questo è certo fu trasmesso alla direzione nazionale Antimafia.

Null’altro è trapelato dall’audizione degli ex parlamentari che tra il 1996 e il 2001 erano nella Commissione sui rifiuti che decise di segretare il verbale dell’audizione di Schiavone. Il punto è che degli otto convocati solo in due, Specchia e Marengo si sono presentati. Escludendo Eurprepio Curto, all’epoca dei fatti senatore della Repubblica ma attuale consigliere regionale e quindi già componente della Commissione Ambiente di Via Capruzzi.

E fra loro i nomi che più di tutti erano attesi. Quelli dell’ex sottosegretario Alfredo Mantovano, impegnato in Corte d’Appello, quello dell’allora parlamentare e attuale governatore Nichi Vendola, impegnato a Bruxelles, quello del presidente della Commissione che decise di segretare tutto, Massimo Scalìa. Quest’ultimo in particolare era atteso proprio per capire chi effettuò quei sopralluoghi, cosa se ne ricavò e per avere ulteriori dettagli sul trasferimento degli atti alla direzione nazionale antimafia. Il presidente Donato Pentassuglia, comunque, non demorde e tornerà a convocare Scalìa.

Importante certamente, invece, sarà l’audizione dei Procuratori che la Commissione ha già intenzione di convocare.