MRS, Sturdà: “Berlusconi decaduto, non deceduto”

L'avv. Cristian Sturdà vicepresidente del Movimento Regione Salento interviene in merito alla decadenza di Silvio Berlusconi: " Il leader di Forza Italia è decaduto dall’assise parlamentare, ma non dalla vita politica del nostro Paese: decaduto si, deceduto no"

Vicepresidente Movimento Regione Salento Cristian Sturdà

LECCE- “La domanda di queste ore che tutti si stanno facendo è la seguente: Berlusconi è finito? Difficile rispondere a questa domanda, la realtà sembrerebbe dire di si, ma la storia di questi ultimi 20 anni ci ha dimostrato come Silvio Berlusconi sia stato capace di rinascere più volte nel corso della sua storia politica e di rimanere sempre sull’onda“, afferma l’avv. Cristian Sturdà vicepresidente del Movimento Regione Salento.
“La verità è che ieri il leader di Forza Italia è decaduto dall’assise parlamentare, ma non dalla vita politica del nostro Paese: decaduto si, deceduto no. In questi anni abbiamo visto come non sia importante essere in Parlamento per poter guidare una forza politica, ciò che conta realmente è: avere carisma, personalità e soprattutto voti, tanti voti.

Berlusconi ha queste caratteristiche ed ha guidato il centrodestra in questi ultimi vent’anni con decisione e, a volte, anche con un decisionismo al limite dell’autoritarismo che ha prodotto danni. Sarà la storia a giudicare il suo operato politico. Berlusconi, oggi, rappresenta sicuramente il passato ed il presente di questo Paese, ma, da “animale politico” quale egli è, sicuramente ha compreso che (al di là delle frasi di rito di queste ore) il futuro deve appartenere ad una nuova classe dirigente – continua l’avv. Sturdà- Il Centrodestra non può limitarsi ai soliti personaggi politici, troppo ancorati al passato ed a una visione della realtà che non esiste.

Le ultime divisioni interne al defunto PDL dimostrano, ancora una volta, che la politica è guidata dall’interesse personale più che da quello generale. L’area moderata deve ritrovare spinta ed entusiasmo, attraverso un percorso nuovo e uomini professionalmente preparati (niente Scilipoti o Minetti tanto per essere chiari). E’ necessario che quanto accaduto in queste ore sia da stimolo per invertire la rotta e costruire una nuova classe politica.

Congresso, innovazione, radicamento sul territorio, ascolto dei problemi reali della gente, lotta alla povertà ed alla disoccupazione, queste sono le sfide più dure che attendono i Moderati in Italia nei prossimi anni -conclude- La vera domanda è: sarà capace il Centrodestra di vincere queste sfide?