Cig e mobilità, dei soldi non c’è traccia

Nessuna fumata bianca dall'ennesimo incontro romano tra Governo e Regioni per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga. Dei 70 milioni che la Puglia aspetta ancora non c'è traccia,

cassaINTEGRAZIONE

LECCE- E’ sempre più braccio di ferro tra Governo e Regioni sugli ammortizzatori sociali in deroga.  Da una parte c’è chi chiede dall’altra chi non concede. E di mezzo ci sono una platea di centinaia di migliaia di lavoratori che non fanno quadrare i conti ormai da tempo.
E l’ultimo incontro tra gli assessori regionali al Lavoro e il sottosegreteraio Dell’Aringa si è concluso con un nulla di fatto e con una presa di posizione forte: se va avanti così gli assessori restituiranno le deleghe e allora il problema sarà tutto e solo dell’esecutivo nazionale.

Il gesto simbolico ma forte è stato più volte annunciato proprio dalla Puglia ma nelle scorse ore è stato sposato anche dai colleghi del resto d’Italia perché la situazione non fa che peggiorare. Mancano all’appello 330 milioni di euro per riuscire a coprire “alla bene e meglio” le esigenze di chi ha necessità di un sostegno al reddito. Ma nonostante la promessa era di stanziarli con la manovra di stabilità, a conti fatti di quei soldi oggi non c’è traccia.

“In più – ha spiegato l’assessore Caroli – il sottosegretario ha annunciato nuove linee guida per la gestione degli ammortizzatori sociali che relegherebbero le Regioni a un mero ruolo notarile, ma con l’assunzione di responsabilità attraverso le autorizzazioni di liquidazione. Istruttoria e gestione andrebbero tutte in capo all’Inps, sia per la Cig che per la mobilità, lasciando alle Regioni solo il compito di far fronte alla disperazione sociale”.

La Puglia, in tutto ciò, ha pagato un costo elevato in questi mesi di incertezza di risorse destinate agli ammortizzatori sociali in deroga. Ovvero l’aver estromesso dal paracadute sociale tutti i lavoratori per i quali l’indennità di disoccupazione – la cosiddetta mini Aspi – era cessata nel corso del 2013.

Ora è necessario che il governo renda immediatamente disponibili i 70 milioni necessari per la Puglia altrimenti per centinaia di famiglie sarà l’ennesimo e ulteriore tracollo.