Pulizia nelle scuole, fronte comune per annullare la gara

Annullare la gara al ribasso che porterà al tracollo i lavoratori ex Lsu impegnati nelle pulizie delle scuole. E' questa la richiesta che da Regione e Sindacati sarà avanzata al Ministero per l'Istruzione. E' corsa contro il tempo per salvare 828 famiglie salentine

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BARI- Un altro passo in avanti nella complicatissima vicenda degli ex Lavoratori Socialmente Utili lo si è compiuto. Istituzioni, partiti politici di ogni colore e sindacati saranno uniti nella unica e imprescindibile richiesta da avanzare al Miur e alla presidenza del Consiglio dei Ministri: annullare la gara che ha affidato con il 60% di ribasso alla ditta tedesca Dussman l’appalto per la pulizia nelle scuole.

Ottenuto ciò si avvierà il tavolo tecnico che avrà il compito di individuare ogni soluzione possibile per garantire ai lavoratori un futuro certamente migliore di quello che, altrimenti, li attenderebbe da gennaio.

A questo traguardo si è giunti nel corso dell’incontro tenuto a Bari tra i sindacati, lavoratori e la Regione rappresentata tanto dall’assessore al Lavoro Leo Caroli che dai capigruppo dei partiti che compongono l’assise regionale. E tutti infatti si dicono soddisfatti da quanto deciso. La Filcams Cgil, con Valentina Fragassi, la Cisal con Vito Perrone e i presidenti dei gruppi presenti.

Il tutto mentre Via Capruzzi era pacificamente invasa da una ampia rappresentanza dei 3500 lavoratori interessati dalla vicenda.

Nella sola provincia di Lecce la vertenza riguarda 828 persone. Tempo per negoziare c’è. Il primo gennaio la Dussman dovrebbe avviare i lavori, ma essendosi aggiudicata la gara al ribasso, procederà al dimezzamento degli stipendi che da 800 euro passerebbero a 400 mensili, se tutto va bene. Il tutto aggravato dal fatto che in molte delle loro famiglie è l’unico reddito a contribuire al bilancio familiare.

Il 7 dicembre dovrebbero cessare i contratti esistenti ma il 6 ci sarà un nuovo incontro, questa volta con i deputati pugliesi ai quali certamente sarà chiesto come mai le altre Regioni hanno potuto salvarsi grazie ad emendamenti presentati dai propri esponenti in Parlamento, e la Puglia no.