Infrazioni Ilva, gli ambientalisti: “Perchè il Prefetto non sanziona?”

Ultimi ritocchi al nuovo decreto sblocca -opere per l'Ilva di Taranto. Oggi doppio vertice Taranto-Roma. Ma gli ambientalisti protestano: «Così si aggirano le regole» e chiedono: «Perchè il Prefetto non sanziona l'azienda per le inadempienze Aia?»

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TARANTO- Doppio incontro oggi sull’Ilva a Roma e a Taranto. Nella capitale, alla presidenza del Consiglio, ci sara’ un confronto tra gestione commissariale dell’Ilva ed esponenti di Palazzo Chigi e dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico sul testo della nuova legge sulla quale si e’ cominciato a lavorare gia’ giovedi’ scorso.

L’incontro dovrebbe essere conclusivo in vista del varo del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri. A Taranto, invece, l’azienda incontra i sindacati metalmeccanici per un punto aggiornato sullo stato di avanzamento dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia).

Soluzione quasi definita su bonifica e procedure di VIA. Restano da mettere a punto,invece, i passaggi sulla gestione del periodo transitorio e sull’uso dei soldi sequestrati ai Riva, ai fini del risanamento. E mentre nella capitale è aperto il cantiere per la nuova legge sblocca opere, l’ennesima dedicata all’Ilva, a Taranto restano i dubbi degli ambientalisti sulle mancate sanzioni verso il siderurgico, considerate le diverse inadempienze riscontrate da Ispra nell’applicazione dell’autorizzazione integrata ambientale.

“Tra queste, riferisce Fabio Matacchiera di Fondo Antidiossina onlus, quelle relative alla chiusura completa dei nastri trasportatori, degli edifici e dei sistemi di trasporto di materie prime che causano notevoli e frequenti fenomeni di diffusione di polveri, anche verso l’esterno dello stabilimento, investendo anche i quartieri cittadini. Alla luce di queste gravi inadempienze Matacchiera chiede come mai il Prefetto di Taranto non abbia ancora disposto alcuna sanzione amministrativa, così come è previsto dalle norme

Il prefetto, per legge è tenuto ad agire immediatamente, comminando la sanzione fino al 10% del fatturato annuo, nel momento in cui l’ILVA non osservi le prescrizioni dell’AIA e le sue scadenze.