Carceri l’Osapp: “Mezzi usati e poco personale. Siamo al collasso”

Il sindacato di polizia penitenziaria Osapp lancia un nuovo allarme: manca il personale, i mezzi sono usurati e con i nuovi padiglioni, che sorgeranno anche a Lecce, la situazione è destinata a peggiorare, mentre la politica è assente.

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LECCE- L’Osapp lancia l’allarme carceri: la polizia penitenziaria è in grande difficoltà, costretta a lavorare con personale esiguo e con mezzi usurati Ruggiero Damato, segretario provinciale Osapp, lancia la sua denuncia pubblica e bacchetta la politica, che da troppi anni è assente. “Di anno in anno diminuisce l’organico: da 800 si è passati a 650 agenti nel giro di due anni – spiega il segretario provinciale Osapp – lavoriamo in un carcere con problemi strutturali, con infiltrazioni quando piove e non ci sono le risorse nemmeno per la manutenzione dei mezzi”.
Secondo Damato la polizia penitenziaria viene impegnata in compiti non istituzionali, ma negli ultimi mesi sono stati inseriti dei civili che potrebbero benissimo provvedere a questi compiti recuperando così qualche unità in più. I mezzi sono trascurati: non ci sono fondi per la manutenzione ordinaria. Il 60 per cento dei mezzi sono fermi e il restante è al limite della sicurezza pubblica, dichiarano dall’Osapp.

“A livello regionale mancano mezzi specifici e quelli che ci sono usurati – spiega Pantaleo Candido, segretario regionale Osapp Puglia. E’ stata inoltrata più volte la richiesta di reperire nuovi mezzi e risorse, ma la risposta è stata sempre picche. “La politica regionale e locale è assente”, spiega Damato. Lecce c’è un nuovo padiglione la cui consegna è prevista per aprile 2015, con l’apertura di due sezioni dove è previsto che arrivino boss e criminali che devono essere sorvegliati con una maggiore vigilanza.

Organici inferiori a quelli del 2001, non c’è possibilità di contrattare le nuove piante organiche: tagli al personale e aumenti delle attività istituzionale. La cosa più grave è che l’amministrazione sta adeguando le strutture senza adeguare il personale. L’apertura di nuovi padiglioni presuppone nuovo personale, ma l’amministrazione vuole fare tutto con il personale esistente.