Ilva, nube di fumi su Tamburi mentre Roma prepara la nuova legge

Mentre a Roma si prepara la nuova legge per l'Ilva a Taranto una impressionante nube di fumo nero si alza dallo stabilimento e ricopre di fuliggine i tetti del quartiere tamburi. Ambientalisti in rivolta

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TARANTO- Coro di no al nuovo decreto Ilva. Il provvedimento sblocca-opere, allo studio dei ministeri di ambiente e sviluppo in questi giorni, continua a dividere la città. A schierarsi contro la quarta legge ad aziendam è stato nelle scorse ore il governatore Nichi Vendola. Il leader di Sel, smaltita la botta delle intercettazioni nello scandalo Ilva, che lo hanno travolto come in treno in corsa. Si schiera contro il nuovo atto e ipotizza che la scelta possa condurre ad un’infrazione europea.
Ma non è il solo a dire no alla nuova legge. Molto critici sono anche gli ambientalisti: “La situazione ambientale e sanitaria non sembra per niente migliorata” -sostiene Fabio Matacchiera del Fondo Antidiossina onlus. Una situazione immutata e forse peggiorata a causa delle nuove leggi fatte “ad hoc” dal governo che permettono all’Ilva spa di continuare a produrre, nonostante il veto della magistratura tarantina che voleva fermare gli impianti inquinanti che stanno causando un disastro ambientale e sanitario senza precedenti in Italia. Un fermo che doveva comportare lavori di adeguamento e bonifiche immediati e mai iniziati.

E mentre a Roma si lavora per un nuovo decreto Ilva a Taranto continuano ad arrivare segnalazioni e video di fuoriuscite anomale di fumi dallo stabilimento. Come quelle pubblicate nelle scorse ore e che risalgono a domenica mattina: colonne di fumo nero si sollevano dallo satbilimento e invadono l’aria. Ma non solo. Diverse citatdini hanno riferito le palazzine del quartire tamburi a seguito della nube di fumo nero sono state coperte dalla fuliggine. Numerose segnalazioni sono giunte ai centralini dei vigili del fuoco e dei servizi sanitari. L’Arpa è stata allertata

Anche Peacelink di Marescotti ha chiesto di ad approfondire le ricerche. Per sapere se l’origine del umo sia di responsabilità Ilva, che tipo di combustione si è verificata, quali sostanze sono o state sprigionate nella combustione, se sono state rilevate dai sistemi di monitoraggio e se queste sono state nocive per gli operai e per i cittadini che eventualmente le hanno inalate.