Discariche dimenticate, al via i primi controlli. Ecco l’elenco completo

QuattroStelle

LECCE- Si muovono i primi passi per cercare di affrontare il problema delle discariche camaleontiche sparpagliate nel Salento. Di loro, nella gran parte dei casi, si era persa la memoria, anche amministrativa: si tratta spesso di siti che, tra gli anni ’80 e ’90, sono stati autorizzati in deroga dai sindaci, ma poi mai indagati né tanto meno bonificati, spesso confusi tra oliveti e orti. Eppure, sono riportati da anni nell’elenco stilato dal Piano regionale delle bonifiche del 2001 e dal relativo Piano stralcio 2011, dove compaiono ben 197 siti mai risanati nella sola provincia di Lecce.

È il caso delle ex discariche di contrada Matine, tre siti distribuiti tra Alessano, Tricase e Tiggiano. È il sindaco di quest’ultimo comune, Ippazio Morciano, ad annunciare la prima controffensiva: giovedì la questione sbarcherà in consiglio comunale. “E’ un problema di interesse pubblico- dice il primo cittadino-. Da un lato, non dobbiamo fare allarmismo, dall’altro dobbiamo prestare la massima attenzione per avere molte più notizie. Appena avremo una mappatura precisa, avvieremo le analisi del rischio e la caratterizzazione. Inoltre, nelle prossime ore invierò una lettera ai sindaci di Alessano e Tricase per chiedere la massima collaborazione”.

Quel triangolo è ben individuato e si vuole capire quale sia la portata vera del possibile inquinamento, anche alla luce della confessione choc fatta all’indiano da un ex operaio della vecchia discarica di Alessano, dove sarebbero- e ripetiamo sarebbero- stati smaltiti anche scarti industriali e ospedalieri. Prima che da lì, proprio su quei siti, sia realizzato il nuovo tracciato della 275, si vuol sapere con certezza cosa c’è sotto.

Idem a Corigliano d’Otranto, dove si pensava che il problema fosse solo la vecchia discarica nota di contrada scomunica, ma che, stando all’elenco della Regione Puglia, ha altri 4 siti mai risanati.

Stesso scenario a Galatina, dove, invece, i siti sarebbero ben otto. Certo, tutto va appurato e non sono esclusi casi di omonimie e sovrapposizioni. Ma una lista certa, ufficiale, da cui partire c’è. Ora spetta ai Comuni darsi da fare.

Elenco dei siti (noti) mai bonificati

 

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