Detenuto suicida a 28 anni, i famigliari chiedono giustizia

"Chiarire le cause del decesso. Per noi non è suicidio" cosi i familiari di Mario Iacca, il detenuto 28enne trovato cadavere nel carcere di Benevento. L'associazione Nessuno Tocchi Caino: "Basta a condizioni disumane!"

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TARANTO- Sabato notte la protesta delle scodelle in carcere a Taranto. E poco più di 24 ore dopo la notizia di un detenuto tarantino suicida nella casa circondariale di Benevento. Mario Iacca. Aveva 28 anni e gli mancavano pochi mesi al termine della pena. Il giovane è stato trovato morto nella sua cella. si sarebbe impiccato con le lenzuola del letto.

I familiari di Mario hanno chiesto però alla Procura campana «di svolgere tutti gli accertamenti necessari per chiarire le cause del decesso». I parenti, difesi dal legale tarantino nicola ciaccia,  infatti escludono l ipotesi del suicidio.  L’avvocato spiega che “Si ritiene improbabile che un soggetto che aveva un fine pena di pochissimi mesi a fronte di un’ininterrotta carcerazione che durava da qualche anno, potesse portare a termine un gesto così estremo senza un motivo apparente».

Il tragico episodio ha subito attirato l’attenzione dell’associazione Nessuno Tocchi Caino di Taranto: “A nome dei responsabili pugliesi esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia Iacca – commentano Tommaso Prima e Giuseppe de Matteis dell’associazione –   Auspichiamo inoltre che il comitato per l’ordine e la sicurezza di Taranto possa al più presto attuare provvedimenti utili a migliorare la situazione drammatica e disumana del carcere di a Taranto”.

Il carcere di via Maglie, infatti, è in grandissima sofferenza ormai da anni. Sovraffolato e fatiscente, è stato teatro dell ennesima protesta di 200 detenuti che hanno sbattuto violentemente le pentole contro le inferriate e gettato il cibo nei corridoi. “Solo pochi giorni prima, il sappe – informa il  segretario nazionale del sindacato federeico pilagatti – aveva informato il prefetto delle condizioni disumane all interno del carcere di taranto. Parliamo di un sovraffollamento che supera del 100% dei posti a disposizione con 650 detenuti a fronte dei 260 previsti per quella struttura”.