Acque agitate nelle “correnti” del Pd

Acque agitate nel Salento per la formazione delle liste di supporto ai candidati alla segreteria nazionale: non c'è accordo sui nomi, esclusi molti big. Ancora problemi tra i cuperliani: il responsabile regionale nel Salento per fare ordine

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LECCE- Il novantesimo suona alle 20 di giovedì 28. Ma fino ad allora le squadre sono a lavoro per vincere la partita delle primarie. Cuperliani e renziani, soprattutto, si giocano il tutto per tutto per spuntarla sull’avversario. E se a Bari la sfida ha il sapore del duello tra i due titani del Partito, D’Alema ed Emiliano, nel Salento non si scherza di certo. Soprattutto perché quanto accaduto fino a questo momento – polemiche e risultati – va archiviato resettando i contatori dei consensi.
Le primarie, aperte, inducono le correnti a ragionare diversamente rispetto a quanto accaduto fino ad ora. In questa seconda fase – che porterà l’8 dicembre a conoscere il nome del nuovo segretario nazionale del Pd con al seguito la squadra che lo ha supportato – bisogna intercettare il benestare dei semplici simpatizzanti e non più solo dei tesserati marchiati Pd.

La sfida, dunque, è aperta.

I renziani partono in netto svantaggio rispetto a quanto accaduto nella fase pre-congressuale. Il Salento resta una conca dalemiana che va assaltata. Dalla loro, d’altro canto, hanno il favore che Renzi raccoglie nei semplici cittadini e che può portare linfa vitale nell’albero dei voti. Ma certo le liste a sostegno del sindaco di Firenze devono essere, comunque, il sette di denari. Ed è per questo che tra Lecce e Firenze è in corso uno scambio febbrile di telefonate. Qui si attende l’esito della convenzione romana che detterà le regole. Bisognerà capire, in particolare, se ed in che misura saranno inclusi nelle liste gli esponenti delle correnti Franceschini e Letta.

Quasi certamente della partita sarà Paolo Foresio, renziano della primissima ora. Poi spazio, probabilmente, potrebbe essere dato a donne attinte dalla società civile. Le tre correnti si sono incontrate. Le due minoritarie hanno dato la propria disponibilità ad essere della partita. Poi si vedrà. L’indicazione di massima è che non scenderano in campo i superbig, Matteo Renzi ha espressamente chiesto liste giovani. Ma certo quella che spetta a Lecce è una difficile scrematura e la messa a punto della bozza che, poi, spetterà a Roma e Firenze valutare, approvare o modificare imponendo nomi. Intanto i renziani avanzano alla ricerca di consensi, prima hanno toccato piazza Sant’Oronzo per raccogliere firme e poi Diso per un incontro con il Sud Salento.

Non facile anche dall’altro versante. Quello di Cuperlo. Per sedare i travagli interni che continuano dal congresso, è arrivato il responsabile regionale Domenico De Santis. E’ toccato a lui mettere attorno allo stesso tavolo, Salvatore Piconese, Vincenzo Toma e un delegato di Alfonso Rampino. L‘intendo è quello di calmare gli animi e mettere a punto liste forti. Nomi? Ancora nulla. Non dovrebbe essere della partita Friz Massa, come dovrebbero essere esclusi i deputati – che godono già di una quota nazionale – e chiunque ricopra cariche istituzionali, dunque via anche i consiglieri regionali. Non intendono scendere in campo nemmeno gli stessi Toma e Rampino.

Bisognerà trovare la quadra tra consensi incassati, rappresentanza dei Comuni più grandi, aree e via dicendo. Il tutto cercando di contrastare Renzi giocando la stessa carta: l’innovazione. Per questo un nome che la mozione Rampino, certamente trasversale e più concentrata sul territorio, intende portare avanti il giovane ricercatore Giacomo Fronzi.
Lunedì sera è il momento in cui, al netto delle novità arrivate da Roma, ognuno in casa propria dovrà inziare a compilare la casella dei nomi.