Allarme Xylella, la Regione cerca di contenere i danni

L'assessore regionale alle risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni ha tracciato le linee principali degli interventi da realizzare salvando il salvabile.

Fabrizio Nardoni

LECCE- Si parte da una certezza: la Xylella fastidiosa, il batterio killer che sta facendo strage di ulivi in provincia di Lecce, al momento sembra aver risparmiato Taranto e Brindisi. Tanto, almeno, dalle analisi condotte dall’osservatorio fitosanitario regionale che è già in contatto con la Comunità Europea per definire le strategie da mettere in campo al fine di contenere i danni arrecati nella fascia jonica leccese colpita dal batterio che non perdona.
Lo ha ribadito, a Lecce, l’assessore regionale alle risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni che, dopo aver illustrato la determina adottata nei giorni scorsi con cui viene sancito il divieto ai vivai salentini, di trasferire le piante infette per evitare la diffusione del batterio, ha tracciato le linee principali degli interventi da realizzare salvando il salvabile.

Non è un piano d’intervento facile, ha spiegato Nardoni, si potrebbe ricorrere alla potatura, alla bonifica, a qualunque altra risorsa pur di allontanare lo spauracchio dell’eradicazione. Intanto, la settimana prossima ci sarà un incontro a Bruxelles

 Xylella fastidiosa, che ha attaccato migliaia di alberi di ulivo causandone il disseccamento e, in molti casi, anche la morte. Come annunciato, quindi, ecco arrivare i primi provvedimenti con i quali si cercherà di circoscrivere il fenomeno e di evitarne la diffusione. Anche perché, la zona Sud Occidentale della provincia di Lecce è la prima in Europa dove sia stata riscontrata la presenza di questo pericoloso infestante che colpisce diverse piante, ma che, in Puglia, sembra aver attaccato soltanto gli ulivi, alberi simbolo della regione. Ed è proprio da Bruxelles, con i cui uffici è in stretto contatto l’assessorato guidato da Fabrizio Nardoni, che è partita la direttiva del Consiglio con la quale si chiede alla Regione Puglia di «contenere il rischio di diffusione dell’organismo nocivo e di adottare misure drastiche tra cui il divieto di movimentazione di tutto il materiale vegetale proveniente dalla provincia interessata».

Ed ecco quali vivai dovranno attenersi alle disposizioni, pena sanzioni amministrative e, in caso di ulteriore inadempienza, anche la denuncia alla procura della Repubblica.

Per quelli che ricadono nell’area a Sud della strada provinciale Lecce-Leverano-Porto Cesareo e a Sud-Ovest della Lecce-Maglie-Santa Maria di Leuca c’è il divieto temporaneo di movimentazione e commercializzazione al di fuori dell’area di ogni vegetale di specie olivicole, frutticole, ornamentali, orticole e forestali, mentre per tutti gli altri vivai della provincia di Lecce non ricadenti in quell’area c’è il divieto a movimentare e commercializzare al di fuori della stessa provincia. In tutti i vivai, inoltre, saranno eseguite analisi di laboratorio per verificare la presenza di Xylella.

Per i vivai ricadenti nella zona focolaio c’è anche l’obbligo di distruggere le piante infette, di eliminare le erbacce – sulle quali si annidano gli insetti che trasportano il batterio – e di usare insetticidi. Per quelli ricadenti nelle cosiddette fasce tampone e di sicurezza gli unici obblighi sono di pulire ed eliminare gli insetti vettori. Ma c’è anche una buona notizia: la vite salentina sarebbe del tutto indenne dal batterio, del quale non vi sarebbe traccia nemmeno lungo la fascia adriatica della provincia. Di contro, non si sa ancora come debellare la Xylella.