Lavoratori appalti scuole in protesta, un tavolo istituzionale per tutelarli

800 lavoratori degli appalti pulizie delle scuole rischiano di subire il dimezzamento degli stipendi. Oggi sono tornati in piazza per chiedere che la Puglia faccia come la Campania: revochi le procedure di assegnazione dell'appalto al ribasso in attesa di trovare i fondi per garantire un salario accettabile

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LECCE- I lavoratori degli appalti per le pulizie nelle scuole sono scesi in piazza: la rabbia cresce e questo autunno diventa sempre più caldo per 800 dipendenti che rischiano la decurtazione degli stipendi del 50 per cento su un già esiguo salario. Ancora una volta tutto è partito da una sforbiciata che il governo ha dato al fondo destinato agli appalti in Puglia.

Poi, la notizia che la Dussman(la nuova azienda che dovrebbe subentrare dal 2014), essendosi aggiudicata l’appalto al ribasso, ora propone la riduzione dell’orario di lavoro: da 35 a 18 ore. Questo significa guadagnare cifre che non bastano nemmeno a pagarsi un affitto(parliamo di circa 400 euro mensili, mentre ora ne guadagnano 800). E’ chiaro che una decurtazione delle ore di lavoro porterà tantissime famiglie salentine al di sotto della soglia di povertà, con ricadute sociali gravissime per il territorio.

I lavoratori sono angosciati perché erano già inquadrati con contratti part-time e questa nuova tegola destabilizzerà ulteriormente le loro vite. “In questo territorio si alimenta l’illegalità, si rende ancora più difficile una situazione già precaria, costringendo questi lavoratori a cercare lavoro nero per sbarcare il lunario” – ha dichiarato salvatore Arnesano, segretario provinciale Cgil. In mattinata, una marea umana di lavoratori ha manifestato davanti alla prefettura di Lecce: dopo l’incontro con il prefetto, hanno marciato verso il provveditorato.

L’obiettivo è quello di ottenere la sospensione delle procedure di assegnazione dell’appalto, come è avvenuto in Campania, in attesa di reperire i fondi per garantire stipendi decorosi. I lavoratori hanno chiesto e ottenuto un tavolo istituzionale urgente con Prefetto, Regione, Provincia di Lecce, Comune e Ufficio provinciale scolastico: tutti questi soggetti istituzionali saranno chiamati a trovare una soluzione.